La cultura di Destra ha fallito? Il dibattito è aperto anche fra i lettori

Dopo la provocazione di Stenio Solinas (&quot;Perché la Destra ha paura della cultura&quot;) <em>Il Giornale</em> ha aperto un ampio dibattito ai pensatori &quot;di area&quot;. Ora la palla passa alla società civile. <a href="http://blog.ilgiornale.it/taliani" target="_blank"><strong>Intervieni e dì la tua sul blog</strong></a><strong>. </strong>&quot;Destra,<strong> <a href="/a.pic1?ID=312088">le cose da salvare e quelle da buttare</a></strong>&quot;

Milano - "Perché la Destra ha paura della cultura". Sotto questo titolo provocatorio un articolo di Stenio Solinas, pubblicato sabato scorso sulle pagine culturali de Il Giornale, ha rimesso in discussione il rapporto fra intellettuali "di area" e il nuovo partito del Popolo della libertà.Un dibattito che non può e non deve esaurirsi in un articolo e che, sviscerato e affrontato dai grandi luminari della cultura di destra, tocca anche la società civile.

La provocazione di Solinas Fra appropriazioni nel pantheon della sinistra, complessi di inferiorità mai superati, e derive che preferiscono il "fare" al "pensare" qual è e quale sarà la base culturale di quella vasta area di pensiero definibile come "Destra"? "La situazione è critica ma i 'professori' tacciono, e sembrano non avere mai dubbi - si legge nell'articolo - si camuffa con il decisionismo verbale la mancanza di una strategia di pensiero".

Le repliche e il dibattito interno Immediate le risposte all'intervento di Solinas. Il primo è stato Mario Cervi che ha invitato a "tornare a dire qualcosa di Destra". Secondo l'ex direttore de Il Giornale, infatti, non è vero che la cultura sia stata sempre di Sinistra. Da qui l'invito: "Se il Popolo delle libertà vuole essere 'egemone', gli uomini del 'fare' devono imparare a dibattere". Secondo Alessandro Campi, invece, "a Destra gli intellettuali hanno tradito". Mentre i politici hanno tentato nuove strade in materia di diritti civili, immigrazione, bioetica e scuola i pensatori "di area", rinunciando a fornire idee, si sono limitati a criticare. Insomma, tanti insulti e poche proposte. Secondo Gianni Baget Bozzo, poi, "la Destra moderna è intuizione e non riflessione": la complessità del reale sfugge al pensiero. Ecco perché la cultura del Pdl è solo implicita. A distanza di una settimana, infine, Solinas è tornato sull'argomento spiegando cosa succede se questa Destra sceglie di fare la Dc. "Chi dice che di fronte alla realtà vale più la politica della cultura, e chi ritiene inutili le ideologie del Novecento - spiega Solinas - il vero guaio invece è che si conquistano poltrone ma si lasciano sguarniti i centri del potere intellettuale".

La parola alla cultura Al dibattito scatenato da Solinas, non poteva non rispondere il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, per chiedersi il perché la Destra sia "culturalmente povera". Secca la risposta: "Capisce la società più della sinistra". Insieme al titolare del dicastero hanno partecipato al dibattito anche Gianfranco de Turris e Luciano Lanna.

Appello ai lettori Ora la palla passa alla società civile. E soprattutto a voi, lettori de Il Giornale, che in prima persona vivete - tutti i giorni - questa 'metamorfosi' culturale. Il dibattito è aperto.