Minoli lascio Radio 24: "Spero che l'intervista a Boccia non c’entri"

Giovanni Minoli lascia Radio 24, l’emittente della Confindustria e lavorerà solo per La7

Giovanni Minoli lascia Radio 24, l’emittente della Confindustria. “È stato un periodo bellissimo” dice il conduttore di 'Mix24' a Tiscali.it “ma ho faticato parecchio quest’anno per conciliare gli impegni in tv e in radio".

Lascia anche il resto dello staff del suo programma, composto Pierangelo Buttafoco, Mario Sechi e le autrici (Alessandra Fiori e Ale Cravetto) della striscia della mattina. "Nella nuova stagione farò più televisione a La7 e la mia striscia quotidiana a Radio24 sarà occupata dal bravissimo Alessandro Milan, che per altro ha esigenze personali importanti”, rivela Minoli.

Ma, a portarlo a fare questa scelta potrebbe essere stata la sua intervista a Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, durante il programma tv “Faccia a Faccia” in onda proprio su La7. “Qualcuno - spiega Minoli - mi ha detto che l'intervista a Boccia con la relativa difesa del lavoro professionale di Roberto Napoletano non è piaciuta né al nuovo management, né al nuovo direttore del quotidiano Guido Gentili, né quello della radio Sebastiano Barisoni. Non credo sia vero. Considero invece il prezioso lavoro sui tagli di budget necessario per rianimare l'azienda”.

Boccia aveva usato parole di apprezzamento per l’ex direttore del Sole24ore, Roberto Napoletano, coinvolto in un’inchiesta in quanto accusato di aver gonfiato i dati diffusionali delle copie digitali del quotidiano, e aveva anche dichiarato di essere a conoscenza dei problemi economici del gruppo editoriale da molto tempo, ma di non essere intervenuto “per salvaguardare i posti di lavoro”. A criticare quella intervista erano stati i comitati di redazione del Sole: “‘Tocca ascoltare dal presidente Boccia una sorta di maldestra difesa dell’ex direttore Roberto Napoletano, tra i maggiori artefici del disastro attuale, gratificato di grande professionista e firma che Boccia si augura di tornare a leggere. Noi speriamo non sul Sole 24 Ore naturalmente". "Dopo averlo sfiduciato a ottobre, ben prima dell’emergere dell’indagine penale a suo carico, le redazioni - sottolineano i giornalisti -si augurano ora di non dovere essere costrette a riaprire pagine che molto si è faticato per chiudere”.

Minoli si era volontariamente decurtato il compenso, da 250mila euro, di oltre 100 mila euro, “per dare un modesto contributo alle difficoltà del gruppo” . “Sono anche contento di aver agevolato l‘accordo con la Rai per Mix Storia. Si è rivelato un affare per la qualità dell'offerta di Mix24 storia - conclude Minoli - che da 4 anni è sempre nei primi dieci posti della classifica del podcast. E soprattutto è stata a costo zero per il Sole, perché si è trattato di uno scambio merci”.