Cultura, Finazzer Flory è il nuovo assessore

Massimiliano Finazzer Flory è il nuovo assessore alla Cultura. E Vittorio Sgarbi denuncia il sindaco Letizia Moratti per abuso d’ufficio. «Essendo - si legge in un comunicato diffuso da lui stesso - di diritto e per sentenza del Tar ancora in carica lo stesso Sgarbi». Veleni ereditati da quell’8 maggio, quando l’idillio tra i due andò improvvisamente in pezzi. Poi la «bella estate» della Moratti, per la verità in gran parte eredità Sgarbi, con il sindaco tutto preso a inaugurare mostre e rassegne, a scoprire targhe. Tanto che qualcuno malignò e cominciò a insinuare che lady Letizia, grande appassionata d’arte soprattutto contemporanea, avrebbe tenuto per sé l’incarico. Quasi un hobby, tra le asprezze delle battaglie per l’Expo e le aride cifre dei bilanci. Avreste dovuto vederla, solo qualche settimana fa, difendere davanti a giornalisti e critici inaciditi le scelte per il prossimo cartellone di mostre ed esposizioni. Non è andata così.
Dopo l’algido Salvatore Carruba, Stefano Zecchi il professore e l’irascibile Vittorio Sgarbi, tocca a Finazzer Flory portare il peso di un incarico che attira immediatamente riflettori e soprattutto critiche. Impossibile evitare i confronti con Roma o con la dinamica Brescia del campione d’incassi Marco Goldin. Finazzer Floris lo sa bene perché, chi lo conosce, parla di lui come di uno «straordinario organizzatore di eventi culturali». Non solo. «È un ottimo conferenziere, abilissimo nel tessere una rete di relazioni che va da monsignor Ravasi a Massimo Cacciari, a Giulio Giorello». Liberale duro e puro, «al limite del reazionario» è autore di saggi prestigiosi. «Grande manager della cultura - aggiunge un altro del ramo -, bravo a incassare i finanziamenti di sponsor che di volta in volta sono banche, aziende, industrie. Per lui la cultura è un prodotto che va gestito e venduto. A Milano farà bene». Nel suo sito personale, di lui si legge che è «autore teatrale, saggista ed editorialista, curatore di rassegne culturali e ideatore di nuovi format in cui si intrecciano filosofia e letteratura». Oltre a La parola contesa tra filosofia e scienza (tre edizioni) in collaborazione con il Teatro Eliseo di Roma, ha portato in scena in dieci luoghi d’arte In viaggio con Virgilio e L’altro viaggio di Rainer Maria Rilke nel doppio ruolo di attore e regista. Nella stagione 2007-2008 è stato in tournée teatrale con lo spettacolo Lo specchio di Borges con musiche di Astor Piazzolla. Da quattro anni con il progetto A passo d’uomo, in collaborazione con monsignor Luigi Manganini e l’Associazione Amici del Duomo, mette in scena con prestigiosi intellettuali «i grandi dialoghi che pongono a diretto confronto il pensiero laico e cristiano su temi di teologia».