Una cultura del mercato oltre il welfare

S ono ormai numerosi, anche in Italia, quanti parlano della necessità di diffondere una «cultura del mercato», ma pochi sanno davvero di cosa si tratti. Proprio per dare una diversa consapevolezza alle ragioni della concorrenza ogni primo weekend di ottobre l'Istituto Bruno Leoni organizza a Sestri Levante un convegno, il Mises Seminar, giunto ormai alla quarta edizione.
L'incontro offre l'opportunità ad alcuni giovani ricercatori (di età inferiore ai 35 anni) di presentare loro recenti ricerche in economia e scienze sociali, le quali vengono commentate da studiosi di livello internazionale e quindi discusse dall'intera platea. Il tema di quest'anno è «Welfare beyond the State. When, how and why market and charity can provide 'public' good», e l'obiettivo dichiarato è individuare soluzioni private (di tipo imprenditoriale o filantropico) del tutto alternative alle logiche di uno statalismo palesemente fallimentare.
Lo spettro dei temi trattati sarà assai vasto. La relazione dello slovacco Dalibor Rohac (George Mason university), ad esempio, prenderà di petto la questione teorica per eccellenza, contestando la tesi socialista secondo cui la cooperazione sociale avrebbe bisogno di decisioni autoritarie così che, in altri termini, senza un costante intervento dello Stato non vi sarebbe alcuna possibile cooperazione.
Ma il seminario prevede pure analisi puntuali: riguardanti la storia e l'attualità. E se Colin Ganley (Oxford university) offrirà un'interpretazione liberale della compagnia delle Indie, il guatemalteco Juan José Ramirez Ochoa (della Universitad Francisco Marroquin) illustrerà un'esemplare università privata collocata in un paese in via di sviluppo, ma egualmente in grado di far crescere un centro di eccellenza che regge il confronto con molte università europee e nordamericane.
Nel corso del seminario non mancheranno contribuiti esterni al mondo accademico. L'incontro sarà così aperto dal principe Philipp von Liechtenstein (della LGT Group Foundation), che illustrerà in quale modo il suo gruppo bancario si sia dotato di una «corporate university» volta a favorire il pieno sviluppo delle qualità personali e professionali dei propri dirigenti. E la chiusura sarà infine affidata al professor Vito Tanzi, per più di trent'anni economista di punta del Fondo monetario internazionale, il quale si chiederà se il welfare State - sorto per iniziativa del cancelliere Bismarck con l'obiettivo di contrastare l'avanzata del movimento socialista - abbia davvero un futuro nell'universo globalizzato contemporaneo.
Dedicato alla memoria del grande studioso austriaco Ludwig von Mises, il seminario vuole sforzarsi di aumentare la consapevolezza che gli europei sono chiamati a voltare pagina. Lo Stato sociale è costoso e inefficiente, poiché distrugge ricchezza senza creare vera socialità. Ma avere compreso che esso ci impedisce di crescere e restare competitivi può non bastare se mancano soluzione alternative. A Sestri, da venerdì a domenica, si lavorerà proprio in tale direzione.