Per una cultura non solo di sinistra

Parlare di «cultura di destra» e di «cultura di sinistra», ormai, è roba da reduci di un altro mondo e di un altro tempo. Ha senso, semmai, come ha fatto Marcello Veneziani qualche giorno fa su queste pagine, dire che c’è un certo mondo di scrittori, di teatranti, di attori, di cantanti, di giornalisti, de sinistra, che è immune dalle critiche e osannato a prescindere. Mentre che quelli che de sinistra non sono, magari senza essere necessariamente di destra o di centrodestra, (...)