La cultura quotidiana nell’Europa medievale

Con L’Europa dopo Roma (il Mulino, pagg. 436, euro 32; trad. Giovanni Arganese) Julia M.H. Smith partecipa al già ben avviato smontaggio della nozione di «secoli bui». Nella sua storia culturale europea dall’anno 500 al 1000, la medievista britannica colloca il baricentro nell’area nord-occidentale e ammicca alla microstoria. Carlo Magno e la scandinava Gerlög, conosciuta per un’iscrizione runica, hanno pari dignità. Il libro strappa alla reticenza delle fonti un mosso affresco della quotidianità e dell’impalcatura valoriale di un mondo a suo modo coeso seppur screziato di spiccati localismi. Senza cadere nella rimasticatura di quella storiografia di ascendenza ottocentesca che, affannata a confezionare «storie nazionali», irrigidisce frontiere culturali in realtà assai più liquide.