Cultura, sicurezza, verde I «saggi» studiano una Milano più vivibile

La Moratti dà un anno di tempo al «Comitato strategico» per sviluppare i progetti che rilanceranno la città: meno code all’anagrafe, migliori servizi socio-assistenziali, affitti agevolati

Cultura, sicurezza, tecnologia, urbanistica, verde, qualità della vita. Una città più vivibile, aveva promesso Letizia Moratti in campagna elettorale. A misura d’uomo, semplice nei servizi, abitabile e bella da vivere. Impegni che ora si devono trasformare in progetti e al più presto in fatti. E così si è riunito ieri a Palazzo Marino il Comitato strategico, il tavolo dei «saggi» nominati dal sindaco che, insieme ad assessori e direttori generali del Comune, disegneranno le linee di sviluppo della città. A coordinare la riunione il direttore generale Piero Borghini. «Perché - recitano le prime slide - un cittadino, una famiglia dovrebbero decidere di risiedere e lavorare a Milano anziché altrove? Perché un’impresa dovrebbe decidere di insediarsi e creare occupazione e ricchezza nella nostra città?». Come prima risposta una ricerca Siemens-Ambrosetti secondo cui Milano è una delle città più abili nell’attrarre investimenti dall’estero, con un lusinghiero 4,5 per cento del Pil. Ma il dato negativo è che questa «qualità» è poco riconosciuta, che Milano è solo al dodicesimo posto nella percezione di una città in cui sia vantaggioso investire. E solo al ventunesimo come metropoli di cui si percepisca «un miglioramento».
Dati che fanno da preambolo all’illustrazione dei primi cinque progetti messi in campo dalla giunta Moratti. E, in prospettiva, ovviamente c’è la candidatura di Milano all’Expo mondiale del 2015. Si parte da «Babele a Milano. I linguaggi e le forme della città futura». Il referente, per un progetto tutto imperniato sulla cultura, il professor Francesco Alberoni che svilupperà tutti gli interventi sui «settori creativi». La musica, con il potenziamento del Festival MiTo, il teatro e il cinema. Comparto ancora debole, quest’ultimo, su cui si innestano le nuove idee di Alberoni e il Milano Doc festival. Di sociale e sicurezza si occuperà il secondo piano coordinato da don Colmegna e che farà riferimento al vicesindaco Riccardo De Corato e agli assessori Mariolina Moioli, Gianni Verga e Ombretta Colli. Si proseguirà con interventi già in atto, come il Patto di legalità fatto sottoscrivere ai nomadi di Triboniano, con un tavolo tra le diverse istituzioni sul tema dell’immigrazione, con la messa in rete i servizi socio-assistenziali offerti da privato e terzo settore. Il professor Lanfranco Senn, docente alla Bocconi e neo presidente di Mm, coordinerà il «Modello futuro della mobilità, internet delle merci». La scommessa è rivedere integralmente la logistica della distribuzione delle merci in città. Gli assessori Stefano Pillitteri e Ombretta Colli, coordinati dal professor Giacomo Elias, svilupperanno il tema «La pubblica amministrazione va ai cittadini. Semplificazione, qualità e decentramento». Intuitivo il compito di rendere più snella e veloce l’offerta dei servizi. Diminuendo, ad esempio, le pratiche cartacee e aumentando invece la quantità e l’efficienza del personale impegnato agli sportelli. Di urbanistica e vivibilità si occuperanno gli assessori Carlo Masseroli, Gianni Verga, Bruno Simini ed Edoardo Croci. «Città compatibile a misura d’uomo. Lo sviluppo della città compatibile», l’impegno che si svilupperà realizzando piani di edilizia convenzionata, affitti agevolati, incremento del verde e sviluppo urbanistico coordinato alla creazione delle nuove infrastrutture come strade, tunnel e metropolitane.
«Un anno di lavoro intenso», ha chiesto il sindaco Moratti, prima di stilare un «piano strategico generale» da presentare al consiglio comunale e ai «clienti». I milanesi.