Tutti i libri sono mediocri? No, ci sono delle eccezioni

La qualità della produzione libraria è cambiata (in peggio)? Due opinioni

Caro Mascheroni, vorrei precisare il senso di una frase che mi attribuisci nell'intervista che mi hai fatto domenica scorsa al Salone di Torino e pubblicata ieri. A una tua domanda su un presunto decadimento di qualità della produzione libraria odierna io ho ribattuto che a mio modo di vedere non c'è stato nessun decadimento e che il livello qualitativo è rimasto immutato. Solo perché i libri mediocri sono scomparsi, il passato ci appare fatto unicamente di capolavori. Ma non ho mai detto che «I libri sono sempre stati inutili, fragili, cattivi». Il che, oltretutto sarebbe un ben strano gesto di masochismo, considerato che ai libri ho dedicato la mia vita e tra i libri l'ho felicemente trascorsa. Cordialmente,

Gian Arturo Ferrari

Caro Ferrari, infatti tu non hai detto semplicemente che «i libri sono sempre stati inutili, fragili, cattivi». Hai detto che «i libri sono sempre stati inutili, fragili, cattivi» aggiungendo - come io infatti riporto subito dopo - «Se non con poche eccezioni». Che, peraltro, è una grande verità. Nessuno può infatti smentire che «la gente ha sempre letto cose mediocri, oggi come nel passato». «Se non - appunto - con poche eccezioni». La dimostrazione è che, ad esempio, per ogni Meridiano che si pubblica (sono le «poche eccezioni»), escono venti libri (forse molti di più) «inutili, fragili, cattivi».

Luigi Mascheroni