Album Nuovi dubbi sul controverso «Vangelo della moglie di Gesù»


Nuovi dubbi sull'autenticità del frammento di papiro conosciuto come «Il Vangelo della moglie di Gesù»: li ha sollevati uno studioso americano, il cui parere ha provocato incertezze nella stessa studiosa di Harvard, Karen King, che ha soperto il documento. Secondo Askeland, il problema non è il contenuto eterodosso del papiro, in cui si parla di una moglie e discepola di Gesù, quanto «La calligrafia, l'inchiostro, la forma delle lettere». Per Askeland sarebbe un falso moderno.

Commenti

Raoul Pontalti

Mar, 06/05/2014 - 13:30

Un simile frammento papiraceo doveva essere giudicato cautamente o addirittura giudicato inservibile ai fini di ricavarne un significato diverso da quello rappresentato dalla consecuzione delle parole ivi inscritte per il semplice fatto che se ne ignorava la provenienza con conseguente ignoranza di tutto il contesto di cui quel frammento originariamente era incluso. La brevità e la lacunosità del testo non permettevano poi di attribuire significato univoco alle frasi contenute. Bastava quanto detto per non considerare di alcuna importanza quel frammento di origine ignota e rinvenuto tra le carte di un collezionista, ma come sempre in vicinanza delle più importanti feste cristiane (il Natale e la Pasqua) compaiono notizie sensazionali di presunti ritrovamenti di antichi testi che metterebbero in dubbio questo o quello dei capisaldi della tradizione cristiana o l'intera fede cristiana rivelando ora l'inesistenza dei re magi, ora l'esistenza di mogli di Cristo, etc. oppure semplicemente mettere in dubbio la liceità di certa iconografia cristiana come è stato fatto recentemente con il presunto Cristo imberbe e con la tunica corta scoperto da Pardò nell'Alto Egitto (cfr specifico articolo del Giornale in merito). Sono tutti tentavi peraltro puerili, tesi a crear il cd "scoop" per eccitare i lettori, ma che nulla aggiungono o tolgono alla fede cristiana o anche solo alle conoscenze storiche e teologiche acquisite. Nel caso di specie, dopo la sensazionale notizia dell'attribuzione di autenticità del papiro effettuata alla vigilia della Pasqua, a pochi giorni di distanza giunge la smentita: si tratterebbe di un falso, ben realizzato sul piano materiale (utilizzati un papiro "autentico" ossia effettivamente antico e risalente proprio all'epoca cui lo si vuole attribuire, un inchiostro di cui è difficile riconoscere se sia antico o meno, uno strumento grafico che consente di tracciare i segni in modo formalmente accettabile), ma non altrettanto sul piano formale: viene usato per il testo un dialetto (licopolitano) del copto estintosi almeno due secoli prima dell'epoca a cui viene attributo il papiro ma soprattutto il frammento risulta redatto dalla stessa mano autrice di altro frammento (Vangelo di Giovanni) sicuramente falso con medesimo inchiostro e medesimo strumento di scrittura. Ma nella mente della gente resterà il ricordo non del falso ma che un antico papiro ha rivelato l'esistenza di una "moglie di Gesù".