Alexandre alle prese con i licantropiIl libro «Il signore dei lupi»

I n uno dei rari momenti di quiete familiare, all'età di tre anni, Alexandre Dumas ebbe la possibilità di visitare con suo padre un piccolo castello chiamato «I Fossi» e dislocato sul confine fra l'Aisne e l'Oise. Fu lì che lo scrittore francese ricorda di avere sentito parlare per la prima volta di streghe, fantasmi e lupi mannari. A farlo, davanti all'intera famiglia Dumas, fu il custode Moquet, un uomo estremamente superstitizioso il quale raccontò la storia spettrale di Thibault lo zoccolaio. Una vicenda licantopresca che Dumas riadatterà nel 1857, trasformandola nell'inquietante Il signore dei lupi (Piano B Edizioni), un romanzo in cui l'ambizioso artigiano stringe un patto col diavolo in persona. Thibault chiede di avere il dono speciale di fare del male a chiunque semplicemente desiderandolo ma pagherà lo scotto di questa sua richiesta diventando un lupo mannaro braccato per sempre dalla gente del villaggio.