Arriva a Roma Vermeer, il genio della pittura "borghese"

Alle Scuderie del Quirinale mostra-evento (fino al 20 gennaio) sull’autore della Ragazza con l’orecchino di perla e altri maestri del seicento fiammingo. Per la prima volta in Italia, otto tele dell’artista di Delft. Boom di prenotazioni

Solo otto quadri, ma bastano per fare di “Vermeer e il secolo dell’arte olandese“ l’evento culturale dell’anno. La stradina della sua Delft, in arrivo dal Rijksmuseum. La ragazza con il cappellino rosso, «le cui piume invadono di splendore l’opera» come scrisse Giuseppe Ungaretti, tra le poche firmate e datate. E poi le due Giovani donne con il virginale, la Ragazza con un bicchiere di vino e La ragazza con il liuto, la Santa Prassede e l’Allegoria della fede. A questi capolavori, mai visti in Italia, dal 27 settembre al 20 gennaio nelle Scuderie del Quirinale faranno corona altri 49 dipinti del secolo d’oro della pittura olandese, la metà del Seicento: tempi di straordinaria floridezza, economica e non soltanto, una generazione dopo Rembrandt e due dopo Rubens.

Johannes Vermeer (1632–1675, Delft) nella sua breve vita piena di fascino e di misteri produsse solo una quarantina di quadri. Non dipingeva per le chiese o per i palazzi dei nobili: gli interni essenziali, i dialoghi serrati tra le figure, le rappresentazioni dei sentimenti, la luce filtrata dalle vetrate, la vita quotidiana della società borghese d’allora, erano per gli artigiani e il ceto medio. Il suo collezionista più importante era il fornaio all’angolo. Lavorò solo su commissione e non dipinse mai più di due o tre opere all’anno, il necessario per mantenere la moglie e gli undici figli. Veniva dalla classe media, suo padre era tessitore, mercante di quadri e dopo locandiere. Come tutti gli olandesi Vermeer aveva rare occasioni di commissioni pubbliche e poche possibilità di un posto fisso. Sfornò quadri da cavalletto, di dimensioni e prezzo ridotti, proposti alle fiere, venduti dagli ambulanti, sorteggiati come premi, battuti all’asta. Viveva sulla soglia della povertà. Alla morte, due dipinti importanti erano ancora in casa.

Dimenticato dopo la sua fine prematura, ignorato per due secoli, fu Marcel Proust a segnalarlo all’attenzione generale. Oggi è considerato uno dei più grandi pittori di tutti i tempi. Dopo il libro e il film tratti dal suo quadro più famoso, la Ragazza con gli orecchini di perla, ha raggiunto una popolaritò planetaria. Si prevedono grandi file: al Quirinale ci sono già quasi centomila prenotazioni.