Autore, ma 'ndo vai se la borsina non ce l'hai?

da Mantova

D a stamattina cerco autori in giro per Mantova. Voglio vedere cosa fanno fuori dalla scena. La città di prima mattina pullula di uffici stampa. Facce tristi, indaffaratissimi. Vado dal gestore dell'unico Hotel 5 Stelle della città. Lì di solito ci vanno quelli che in questa giornata faranno opinione: Gino Strada, Edgar Morin. «No, niente, nessuno. Qui da me ha prenotato solo Inge Feltrinelli. La trovi qui domani col suo camparino in mano». Lo lascio al suo nichilismo e vado all'avanscoperta. Alla sede dove danno il Pass Stampa regalano ai giornalisti una borsina in stoffa con all'interno una maglia bianca taglia M su cui è impresso il logo del festival. In dotazione ci sono pure una penna e un programma. Incrocio Carlo Boccadoro che gioviale mi dice di attendere Nori che oggi ha scritto un articolo su un quotidiano in cui dice che la sera ci sarà Carlo Boccadoro con Nori. Scorgo la figura di Leone Ginzburg con completo in lino sgualcito. Lo stanno riprendendo mentre parla. Ancora non è stata allestita la postazione di Fahrenheit ma c'è De Mieri della redazione che scrive come un forsennato al computer. Scrive, consulta il libretto, scrive, consulta il libretto, scrive. Mi sposto per capire se riuscirò a incontrare Ceronetti perché ci tengo a vederlo per chiedergli: «Come va?», ma c'è ancora Leone Ginzburg con un'altra redazione di chissà quale giornale o televisione che ascolta una giornalista. Gli sta facendo una domanda infinita sull'immagine che ha preso il sopravvento sulle notizie. Lui se la cava dicendo che la cosa è molto più complessa. Intanto seduta al bar c'è Antonia Arslan. So che agli scrittori danno in dotazione la bici. Mentre immagino Morin pedalare in trance agonistica incrocio il mio sguardo con la Pitzorno. Anche lei ha la borsina di stoffa. C'è Tariq Ramadan all'accoglienza autori! Nel 2007 tra lui e Hitchens era successo un casino... ma chi se lo ricorda più. Prende anche lui la sua borsina in stoffa e se ne va tranquillo.