Una beffa a regola d’arte: Banksy smaschera ipocrisia della Royal Academy

La Royal Academy respinge un’opera di Banksy presentata sotto falso nome. Un mese dopo quella stessa opera è esposta alla Summer Exhibition con la firma dell’artista

Noto per le sue provocazione e la sua identità segreta, lo street artist Banksy ha deciso di divulgare tramite il suo account Instagram un bizzarro retroscena. Protagonisti della vicenda, la Royal Academy di Londra e l’ultima opera di Banksy sulla Brexit. Vote to Love è un’opera di Banksy ispirata ad un manifesto propagandistico del referendum sulla Brexit del 23 giugno 2016. Nella versione originale il manifesto pro Brexit recava a grandi lettere la scritta Vote to Leave, un esplicito invito a votare per l’uscita dall’Ue. Nella versione di Banksy invece le lettere E ad A del poster originale vengono coperte da un palloncino rosso a forma di cuore. La parola “leave” viene trasformata in “love” e il risultato è un invito all’amore e alla fratellanza: Vote to Love.

Vote to Love è il cavallo di Troia di Banksy, una trappola tesa alla Royal Academy londinese, l’ennesima beffa dello street artist ai danni delle istituzioni. Presentata con lo pseudonimo di Bryan S Gaakman - anagramma di “Banksy anagram” - l’opera sulla Brexit era stata respinta dalla Royal Academy di Londra. Un mese dopo il rifiuto, fa sapere Banksy via Instagram, arriva l’invito ufficiale di Grayson Perry, vincitore del Turner Prize nonché curatore della storica Summer Exhibition della Royal Academy di Londra. Alla richiesta di Perry di “mandargli qualcosa” da presentare all’esposizione estiva, Banksy risponde spedendogli quella stessa opera che un mese prima era stata bocciata. Nessuna obiezione da parte dell’istituzione artistica londinese. Vote to Love è adesso esposta alla Royal Academy, nella terza galleria, alla 250a edizione della Summer Exhibition.

Commenti

fifaus

Sab, 16/06/2018 - 20:51

non la vorrei neppure gratis. questa non è arte