Buttiamola in commedia (all'italiana)

La crisi è finita (male, ma è finita). Lo si vede da segnali come la recente apertura di una collana da parte di Marsilio: si chiama «La Commedia» e ospiterà romanzi che si rifanno - per stile, situazioni e verve - alla commedia all'italiana, quella di Germi (chi non ricorda Alfredo, Alfredo con Dustin Hoffman impiegatuccio ad Ascoli Piceno?), Risi e Monicelli, per non dire di Age&Scarpelli. A «peggiorare» le cose, l'editore Gallucci ripubblica (anche in ebook) Brancaleone. Il romanzo, appunto di Age&Scarpelli e Monicelli.
E adesso chi glielo spiega a Angela Merkel, a Monti, al Fmi e alla Bce? Volevano, parafrasando Heine, trasformare l'Italia «in una nebbiosa terra di spiriti, dove uomini senza corpo, tutti virtù, si aggirano sui campi innevati disputando di morale» e di virtuose strategie economiche. Eccoli serviti: a ottobre Marsilio porta in libreria Romanzo irresistibile della mia vita vera raccontata fin quasi negli ultimi e più straordinari sviluppi di Gaetano Cappelli e 13 sotto il lenzuolo di Giuliano Pavone. Si direbbe un gesto politico: si tratta di racconti-angiporto, dove lo spread rischia di essere seppellito da una risata. Amara, ma pur sempre una risata. Cialtronesca, ma pur sempre vitale. «L'idea della collana - spiega Cappelli - è partita da una suggestione dell'editore. Eravamo stufi degli scrittori della Schadenfreude, del piacere della sfiga altrui, che poi è farina dello stesso sacco da cui nasce la tv del dolore. Eravamo stufi anche dei noir e gialli, sovente di provincia, che quando li leggi pensi che l'Italia è il Paese più criminale al mondo. Che è una verità, ma una verità esagerata, quindi inutilizzabile. E così, tra Schadenfreude e piacere del sangue, meglio il realismo, meglio raccontare con mano leggera la vita come, semplicemente, la si vive».
Cappelli ha lavorato al libro tre anni: con Romanzo irresistibile siamo dalle parti dell'altro suo titolo di culto, Parenti lontani, con venature alla Svevo e alla Pirandello. Le atmosfere sono le stesse, pure, di Mestieri sentimentali: Giulio Guasso - messo al mondo dopo che il pianista Arturo Benedetti Michelangeli apparve a sua madre in sogno chiedendo un erede - passa da un Sud selvaggio a un cosmopolita albergo di Ravello fino alla Foresta Nera, transitando per Focène (sulle cui spiagge Fellini girò la scena del mostro marino in La dolce vita) per poi tornare a Roma. Tutto per sbarcare il lunario e coltivare ambizioni fasulle, tra mezze vicende patetico-sentimentali e prendendo in giro i «tragici» anni Settanta e il terrorismo.
«In passato - spiega Marco Di Marco, editor Marsilio - abbiamo pubblicato romanzi come Studio illegale e La gente che sta bene di Federico Baccomo/Duchesne, L'eroe dei due mari di Giuliano Pavone o Il fiuto dello squalo di Gianni Solla, storie di furbizie ed espedienti piccoli e grandi che rientrano nel Dna del Belpaese. Ci siamo detti, allora, che Marsilio era pronta per una collana come “La Commedia”, la prima dedicata al genere in Italia. La novità di Pavone, 13 sotto il lenzuolo, va in questo senso: ambientato in Puglia, dove nell'estate del 1982 una troupe sta girando uno degli ultimi film scollacciati alla Edvige Fenech, racconta di una truffa e di una contro-truffa». Inevitabile che su tale produzione il cinema appuntasse l'attenzione: da Studio illegale di Baccomo è stato tratto un film con Fabio Volo che uscirà nel 2013, venduti i diritti anche di La gente che sta bene (con Claudio Bisio) e per Gaetano Cappelli si sta trattando.
«Ho conosciuto Scarpelli e Monicelli - racconta Carlo Gallucci - intorno al progetto di ricavare un libro per bambini da Brancaleone, con i disegni di Emanuele Luzzati. Il libro uscì, è tuttora un successo. Siamo diventati amici e abbiamo impostato altri progetti, come quello del romanzo ripubblicato in questi giorni. Il perché è semplice: non possiamo non dirci Brancaleone. Film e libro rappresentano limiti e pregi dell'italiano: velleitario, vanitoso, fanfarone, ma anche realista, un po' vigliacco, autoironico. La commedia all'italiana ha avuto la forza di raccontare tutto ciò: ci ha ridicolizzato, ma volendoci bene. Alla fine, nel film, Brancaleone/Gassman non lo disprezzi e questo è importante: oggi in Italia c'è troppo odio, aggressività, cattiveria. Come si comporterebbe Brancaleone con la Merkel? Eviterebbe lo scontro, perché sa che perderebbe, non rischierebbe tutto, la crisi sociale, il muro contro muro: c'è una dimensione laica, tollerante, nella commedia all'italiana, che è il contrario del clima di esaltazione in cui viviamo».