Carofiglio, bestsellerista geloso

"Basta aspiranti scrittori", tuona. Un consiglio o una minaccia?

Non c'è peggior maestro di chi si atteggia a non esserlo, e infatti suona falsa la lezione di Gianrico Carofiglio, bestsellerista come dice lui «per caso» e pop-à-penser come diciamo noi suo malgrado, che ieri sul Messaggero ha intimato ai giovani di non seguire il suo esempio. «Basta aspiranti scrittori», ha dichiarato, avvisando coloro che vorrebbe tentare la medesima strada che «le possibilità di avere successo con la scrittura sono le stesse di vincere la lotteria di Capodanno». Detto da uno che la lotteria la vince tutti gli anni, da dieci anni in qua. E così, con alle spalle nove romanzi, tre raccolte di racconti, due saggi, quattro audiolibri e una graphic novel, Carofiglio annuncia sul nuovo blog ifioridelmale.it una serie di videolezioni dal titolo «Come non diventare scrittori». Voi lasciate stare, che al mercato ci penso io. Se si pubblica troppo e si vende poco, meglio limitare la concorrenza. E se non fosse che Carofiglio - un po' perché magistrato, un po' perché bestellerista, un po' perché senatore del Pd - è un intoccabile della Repubblica delle Lettere, ci sarebbe da dirgli che se Joyce scriveva in media cinque parole al giorno e lui tre libri l'anno, quello che non deve scrivere non è chi vuole cominciare, ma chi non riesce a smettere. Luigi Mascheroni

Commenti
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cangrande17

Mar, 21/01/2014 - 12:02

Losco individuo che sta cumulando importanti pensioni (magistrato, deputato, ...). Ora vuole anche limitare la concorrenza nella sua terza (o prima?) attività, sbarrando la strada a chi magari con la scrittura potrebbe viverci. Carofiglio stai zitto!