Ma che bella sorpresa le 50 sfumature di Grey

L'ex pornostar esordisce con un libro erotico elegante che si ispira a de Sade, ma cita il grande cinema e persino Einstein. Nulla a che vedere con le scalmane delle casalinghe eccitate e le fobie delle femministe

Io confesso: ero prevenuto, nel leggere il romanzo d'esordio di Sasha Grey, perché ormai tutti scrivono un libro senza averne letto neppure uno, e perché, avendo girato a soli venticinque anni più di duecentosettanta porno, la conosco più intimamente della mia fidanzata. È una sensazione straniante che mi è capitata una volta da Barbara D'Urso: ero seduto vicino a Eva Henger e mi sembrava di esserci stato a letto, non riuscivo neppure a guardarla, almeno non negli occhi. Lei, viceversa, mi guardava come fossi un guardone.

Inoltre ho pensato: è una pornostar, scriverà banalmente storie di sesso. O peggio: avrà finito di fare la pornostar, e sarà diventata una moralista antiporno come molte pornostar. Come appunto Eva Henger, infatti ero io che difendevo il porno, Eva sembrava Michaela Biancofiore. Oppure una che passa dalla missionaria dei film di Tinto Brass alla missionaria vera e propria, come Claudia Koll, uno spreco: l'Africa è rimasta tale e quale e in Italia abbiamo perso una bellezza, un crimine contro l'umanità peggiore della fame nel mondo.
Invece, signori e signori, questa è la notizia: The Juliette Society (Rizzoli, pagg. 288, euro 15) è un romanzo erotico elegante superiore a gran parte dei romanzi a cui noi italiani diamo premi. Per intenderci Sasha scrive meglio, molto meglio di Alessandro Baricco o Sandro Veronesi o Antonio Scurati. Non di Aldo Busi, ma ha tempo, Sasha ha solo venticinque anni, a quell'età Busi faceva ancora il cameriere.

Inoltre, dato non trascurabile in questi tempi fallofobici, Sasha, bellissima e semplicissima e ragazza della porta accanto (ma quando mai?, io alla porta accanto ho sempre avuto orribili vicini con la pancera) e neppure maggiorata, è l'antidoto a tutte quelle femministe brutte e sfigate da suicidio che vanno in piazza per dire Se Non Ora Quando e scodellano libri di noia mortale. Tipo Concita De Gregorio, tanto per fare un nome. O Giulia Innocenzi, del cui libro, Meglio fottere, era interessante solo il titolo, il testo assomigliava al diario di una stagista della Cgil. È il romanzo, voglio dire, che ci saremmo aspettati da Veronica Raimo, mentre Veronica Raimo ha scritto un romanzo che ci saremmo aspettati da Dacia Maraini.

Il nome Juliette è un riferimento alla Juliette di Sade, la sorella di Justine e sua antitesi morale, e la society è il mondo del sesso visto dagli occhi di una giovanissima studentessa di cinema, Catherine. La quale, innamorata del suo insegnante Marcus, en passant cita, commenta e analizza i film di Godard, Hitchcock, Orson Wells, Buñuel, spiegando che «la trama segue sempre il personaggio». Nel senso che, dato un personaggio, il resto viene da sé. Non fa una piega: se nella trama del Giovane Werther ci fosse stato Patrick Bateman di Bret Easton Ellis il protagonista non si sarebbe mai suicidato, ma avrebbe rapito Lotte e l'avrebbe fatta a pezzi con una sega elettrica. Se al posto di Don Rodrigo aveste messo Berlusconi, I Promessi Sposi sarebbe diventato un legal thriller.

Qui la trama assomiglia a Sex & The City ma tessuta con la grazia francese di una Florence Dugas. Sono cinquanta sfumature di Grey più vicine alla letteratura di Pierre Louÿs che a quel polpettone per casalinghe americane di E.L. James. E con notevole senso dell'umorismo, non aspettatevi una rassegna da Youporn: valga per tutte la perversione edipica di Marcus di far vestire la propria amante con i vestiti della madre per spiarla da un buco dell'armadio, buco nel quale a un certo punto emergerà «il pene eretto, come una lumaca dal guscio». Dopodiché si fa sesso tutti sudati nell'armadio, anche per ore, e talvolta rimanendoci chiusi dentro, ancora più eccitante.

Inoltre, una volta compreso come la trama segua il personaggio, e cioè le avventure di Catherine, Sasha spiega che questa «è una legge che governa il mondo immaginario con la stessa immutabilità della teoria della relatività di Einstein nell'universo fisico: se la violate, l'intera costruzione cade a pezzi». E dove la trovate una scrittrice italiana a cui venga naturale citare Einstein per riferirsi all'universo fisico? I nostri scrittori non hanno ancora capito Newton e al limite citano il cielo stellato di Dante. L'unico vero inconveniente è che se prima Sasha era la mia ossessione sessuale, dopo averla letta mi sono innamorato anche del suo cervello.