Chi è

Ernst Jünger (1895-1998), combatté come volontario nella prima guerra mondiale e fu ufficiale della Wehrmacht a Parigi durante l’occupazione tedesca della Francia (ma partecipò al complotto antihitleriano che culminò nel fallito attentato del 20 luglio 1944 da parte di Claus von Stauffenberg). Saggista, polemista, romanziere, in oltre un secolo di vita scrisse moltissimo. Fra le sue opere più famose, «Nelle tempeste d’acciaio» (1920), «Sulle scogliere di marmo» (1939), «Il lavoratore» (1932), i diari della seconda guerra mondiale, i romanzi «Heliopolis» (1949) e «Le api di vetro» (1957), il dialogo filosofico «Oltre la linea» con Martin Heidegger (1951). Nel 1950 si trasferì a Wilflingen, villaggio dell’Alta Svevia, abitando nella foresteria del castello dei von Stauffenberg, dove rimase sino alla morte. Di spirito aristocratico, non disdegnò la sperimentazione dell’Lsd; viaggiò moltissimo e coltivò sempre la giovanile passione per l’entomologia.