Chi è

Emmanuel Todd (nella foto) è nato in Francia, a Saint-Germain-en-Laye nel 1951. Storico, sociologo e antropologo, dopo gli studi all’università di Cambridge è diventato ricercatore presso l’«Institut national des ètudes demographiques di Parigi». Ha scritto numerosi saggi, tra cui Il crollo finale (1976), in cui preconizzava la fine dell’Unione Sovietica, e Dopo l’impero (pubblicato in Italia da Marco Tropea nel 2003). Qui lo studioso affronta il tema della decadenza del sistema americano, illustrando la sua teoria innovativa: l’attivismo bellico dell’amministrazione Bush non è il segno dell’ormai affermata iperpotenza degli Usa, ma al contrario un’ammissione di debolezza. Sentendosi, dopo il crollo dell’Urss, politicamente inutili e, a seguito della globalizzazione, economicamente dipendenti, gli Stati Uniti si sforzano di dimostrare l’indispensabilità della propria potenza. Quello che Todd chiama «militarismo teatrale» statunitense, insomma, simulerebbe l’impero, scegliendosi però nemici deboli e insignificanti.