Cinquant'anni di testimonianze sul mondo arabo Le idee della Trilogia nascono da queste pagine

Ignorante. Ecco, Oriana Fallaci, ai tempi della polemica su La Rabbia e l'Orgoglio , era accusata soprattutto di essere ignorante, di parlare a vanvera, di non conoscere l'islam e il mondo arabo. La tesi diventa ardua da sostenere davanti alle 480 pagine de Le radici dell'odio. La mia verità sull'islam (Rizzoli, euro 20). Trattasi forse della più importante operazione editoriale tra le postume, perché va a colmare una lacuna reale. Il libro è una ampia antologia di articoli dedicati dalla Fallaci proprio al mondo arabo e all'islam. Quasi tutti sono inediti in volume. Si parte quindi dai reportage sulla condizione delle donne, usciti a fine anni Cinquanta sull' Europeo e in parte confluiti ne Il sesso inutile , e si arriva a quelli sulla prima guerra del Golfo, pubblicati dal Corriere della Sera nel 1991. In mezzo c'è di tutto. Si va dal Marocco all'Indonesia, si attraversa l'intera seconda metà del XX secolo. La Fallaci osserva dalla prima fila, spesso dal fronte. È il caso dei reportage per l' Europeo firmati nel 1970 dalle basi della guerriglia palestinese. Oltre alle notissime interviste con re Hussein, Arafat e Habash, ci sono numerose pagine da riscoprire. Ci sono poi le interviste agli atleti superstiti della strage di Monaco, la testimonianza di un dirottatore di aerei, una parata di personaggi storici che, oltre ai già citati, include ad esempio Golda Meir, Gheddafi, Sharon, Khomeini. È tutto? No. Perché decisiva è l'esperienza a Beirut, in Libano. La Fallaci utilizzerà quasi tutto il materiale libanese solo per il romanzo Insciallah . Insomma, non è che la Trilogia post 11 settembre nasca dal nulla. Quanti altri possono vantare un'osservazione diretta così prolungata, approfondita e anche spericolata del mondo arabo? In coda al volume si leggono gli scritti della Fallaci che accompagnarono il dibattito feroce sulla Trilogia. Anche in questo caso, la lettura distrugge le tesi preconfezionate come quella della Fallaci «guerrafondaia». L'articolo più netto contro le guerre in Afghanistan e in Irak reca la sua firma ( La Rabbia, l'Orgoglio e il Dubbio ). Secondo la scrittrice, la guerra avrebbe destabilizzato l'intera area, favorendo il contagio fondamentalista e la nascita di uno Stato islamico. Non si sbagliava, questo libro fa capire perché vedeva così lontano.