Delorean Dmc-12, la macchina del tempo adesso vuol diventare verde

É l’auto più amata del cinema dopo Herbie il Maggiolino e la Aston Martin di Bond. Nata con le ali di gabbiano, figlia di un genio maledetto, uno dei tre esemplari di Ritorno al futuro sarà elettrico

John DeLorean negli anni Sessanta era un promettente disegnatore della General Motors: fece una carriera lampo, gli pronosticarono, tanto era geniale, la guida del colosso mondiale dell'auto. Invece cambiò il futuro, creò una propria società, produsse auto d’avanguardia, fallì dieci anni dopo, fu arrestato per droga e morì in solitudine. Una vita dentro il domani vissuta a tutta velocità. Come le sue auto, le DeLorean appunto, che hanno segnato un'epoca per il loro design sportivo, caratterizzato dagli sportelli che si aprivano ad ala di gabbiano. La popolarità, spaventosa, arrivò con «Ritorno al futuro» che trasformò la Dmc-12 in acciaio inossidabile, prodotta in Irlanda del Nord e targata «Outatime» cioè «fuori dal tempo», nella macchina del tempo. Pensare che all’inizio i produttori non volevano utilizzare un’auto per viaggiare tra ieri e oggi ma un frigorifero. Cambiarono idea quando calcolarono le conseguenze disastrose che avrebbero potuto avere i tentativi di emulazione da parte dei bambini. Uno dei tre esemplari rimasti dei sette realizzati per il film è stato venduto all'asta negli Stati Uniti per 541mila dollari, ma la cosa più tenera è che una parte del ricavato è andata alla «Michael J. Fox Foundation», l’associazione fondata dal protagonista di «Ritorno al futuro» che si occupa di ricerca nel campo del morbo di Parkinson, malattia che da anni ha colpito proprio Fox. Un’altro modello originale della Dmc-12, che dopo Herbie il Maggiolino e l’Aston Martin di Bond è la movie car più amata di sempre, fa parte di un progetto, che ha coinvolto anche l’Enel, per riconvertirla in auto elettrica. Anche in questo è stata lungimirante: è la prima macchina del tempo ad emissione zero...