Dieci secoli di cavalieri prezzolati

Paolo Grillo lamenta il languire degli studi di storia militare, una disciplina quasi spazzata via dall’allergia post-1945 per le pagine di storia a rischio di tanfo bellicista. Poi una timida ripresa che ha squarciato il cono d’ombra in cui erano cadute le vicende degli ordinamenti militari italiani medievali. Ma poche opere d’insieme. Grillo si offre di tappare la falla con Cavalieri e popoli in armi (Laterza, pagg. 222, euro 20), in cui ripercorre i mille anni intercorsi tra le bande barbariche che tarlarono dall’interno l’Impero romano e gli uomini al soldo del condottiero casalese Facino Cane, attivo nel Quattrocento. Non un racconto di battaglie, ma un’indagine a banda larga su chi, in quei dieci secoli di storia della Penisola, arruolava, organizzava e pagava gli uomini in armi.