Donne, quadri e crudeltà Il Picasso più inedito è in mostra a Monte Carlo

da Monte Carlo
È verosimile che Pablo Picasso abbia dato inizio anche alle vacanze estive in Riviera. Ci arriva in treno da Parigi nei primi anni '20 insieme alla neo sposa Olga Khokhlova, la ballerina strappata ai balletti russi di Djagilev, non può portarsi dietro né tele né cavalletti, il che spiega la messe di disegni di quegli anni. Picasso soggiorna, si sposta, ritorna, da Antibes a Juan les Pins, da Cannes a Mougins. Il rapporto di Picasso con la Costa Azzurra sarà il punto fisso nella sua turbolenta vita privata, costellata di donne che con lui vanno e vengono da quella costa, spesso destinate a restare incenerite dal sadico fuoco del genio: Picasso si nutre della loro novità, la sviscera e ne produce capolavori, cerca dee e le tramuta in zerbini. In Costa Azzurra torna quindici volte fino al 1939, dopo l'interruzione della guerra ci si trasferisce per sempre. Ci muore, l'8 aprile del 1973, a Mougins: 40 anni fa. Ed è questa l'occasione di Monaco fête Picasso, mostra al Grimaldi Forum di Monaco fino al 15 settembre (per info: www.grimaldiforum.com). La sezione dedicata ai suoi primi soggiorni celebra la linea pura del disegno di un Picasso superbo quando ancora Picasso non era: figure che danzano, fanno sport, Olga che legge, trasfigurata poi nella celebre Femme lisant. Picasso sulla Côte vivrà presto in ville stupende. Le dipinge serialmente, semplificando allo stremo gli elementi. Il garage antistante La Vigie fu invece il suo primo atelier di mare, una nuova libertà creativa anche se, al termine di quell'estate del '24, il proprietario pretese un risarcimento danni per le pitture sui muri. Davanti a quelle cancellate succedevano cose anche tristi, come la questua settimanale a La Californie del figlio Paulo, nato da Olga- lo struggente Arlecchino di uno dei capolavori dell'arte moderna presente in mostra - distrutto dall'alcol, puntualmente respinto tramite maggiordomo. Morirà di cirrosi epatica pochi anni dopo il padre, sopravvivendo però al figlio Pablito, sempre con lui per mano al cancello, che il giorno dei funerali del nonno trangugerà candeggina.
La seconda sezione della mostra è dedicata alla collezione dei fratelli Nahmad, mercanti e collezionisti di origine siriana protagonisti di una vertiginosa ascesa nella Milano del boom economico. La loro è la più importante collezione Picasso privata dopo quella degli eredi e una selezione di cento opere viene esposta a Monaco per la prima volta. Sfilano le muse, Marie Thérèse Walter, l'amante bambina oggetto di passione smodata e senza tabù. Picasso ne seziona il corpo a piacimento, complici le tecniche cubiste, lo costringe in pose da vittima del Minotauro. Dora Maar, geniale fotografa, cui Picasso scompone il volto in profili straziati e occhi lacrimanti. Françoise Gilot, la donna- fiore, quarant'anni di meno, mamma di Claude e Paloma, l'unica a riprendersi la vita, rivelando Picasso in un libro scandalo. L'ultima, Jacqueline Roque, quella che Picasso sposa «per dispetto», gli ispira la serie di Femmes d'Alger da Delacroix, di cui sono in mostra alcuni esemplari. Nessuna sintesi e nessun congedo negli ultimi quadri di Picasso, i colori e il gesto urlano, l'erotismo trabocca dall'ironia di una virilità finita. «Dopo di me sarà un naufragio e molti verranno risucchiati dal gorgo» dirà lui. E infatti. Marie Thérèse si impicca ad Antibes nel '77, Jacqueline anni dopo si sparerà ad una tempia poco distante.