Un drammaturgo di scena al caffè

È nato a Mosca (nel 1967), ma è diventato una star in Germania. Ebreo non praticante, appassionato di ogni forma artistica, drammaturgo, attore, giornalista, Wladimir Kaminer è fra i più ricercati protagonisti del panorama culturale berlinese. Dopo essersi diplomato in ingegneria del suono, ha studiato drammaturgia all’Istituto teatrale di Mosca. A ventitré anni ha abbandonato l’Unione Sovietica per la Germania. Giunto a Berlino quasi al verde e senza conoscere una parola di tedesco, si iscrive a un corso intensivo all’Università di Berlino e impara la nuova lingua in sei mesi. Oggi Kaminer scrive tutti i suoi romanzi in tedesco. «Scrivo nella lingua che mi dà da vivere e poi l’importante è raggiungere il maggior numero possibile di persone». Così è diventato scrittore quasi per caso, sfruttando la sua capacità di affascinare la gente con le sue storie. Frequentando i locali della città, conosce giovani scrittori che leggono racconti. Decide che è un buon modo per guadagnarsi la vita. Inizia così a raccontare le vicende degli emigrati russi in Germania, ottenendo un successo immediato. È questo il tema del suo primo libro, Russendisko (pubblicato in Italia da Guanda nel 2004, casa che ha edito anche, nel 2003, Militärmuzik e, nel 2005, Berliner Express). Oggi Kaminer tiene rubriche sui quotidiani berlinesi, ha una sua trasmissione radiofonica e una rubrica tv. Ma ciò che più lo appassiona sono le serate di Russendisko che organizza al Kaffee Burger, frequentato da punk e miliardari.