Eggers contro il lato oscuro del web (cioè Google)

Nel libro in uscita, un colosso dell'informatica crea una mostruosa identità collettiva on line. Violando la privacy

Lo scrittore Dave Eggers, noto al grande pubblico per aver sfiorato il premio Pulitzer con L'opera struggente di un formidabile genio, sta per arrivare nelle librerie americane con un nuovo romanzo, decisamente meno biografico, sul «lato oscuro» del Web. The Circle, in uscita negli Stati Uniti e in Gran Bretagna in ottobre, richiama già dal titolo il nome fittizio della «più potente società di Internet del mondo» al centro della trama. E gli esperti di tecnologia hanno subito sorriso maliziosi perché il riferimento al gigante dei motori di ricerca, Google, è trasparente.

L'annuncio della imminente pubblicazione del romanzo è venuto dall'editore Alfred Knopf con la stessa semiclandestinità e scarsa fanfara con cui fu lanciato il precedente lavoro letterario di Eggers, Ologramma per il re (che racconta di un uomo d'affari in cerca di fortuna in Arabia Saudita). Ovviamente sia lo scrittore sia il suo editore non hanno fatto riferimento esplicito a Google come ispirazione del libro, ma ex dipendenti del colosso web hanno commentato che la descrizione di The Circle nelle anticipazioni del libro «è molto familiare» per chi ha lavorato al Googleplex di Mountain View, il campus della società californiana il cui motto informale, messo molto in discussione dopo recenti polemiche sulla privacy, è «non essere il Male».

Secondo il sito dell'editore Knopf la protagonista del romanzo di Eggers, una donna di nome Mae Holland, è assunta da The Circle. Una gigantesca company che ha il quartier generale in un vasto campus in California e il cui obiettivo è collegare le email, i social network, dati bancari e acquisti dei suoi utenti con il proprio sistema operativo per dar vita a una nuova era di trasparenza. Mae Holland è entusiasta del nuovo luogo di lavoro con i suoi uffici molto «feng shui», le mense che sembrano ristoranti, campi di basket e palestre... Ma il lato «oscuro» non tarda a venire a galla. E così il romanzo si trasforma quasi in un thriller che «apre interrogativi sulla memoria, la storia, la privacy, la democrazia e i limiti della conoscenza umana».

Non è la prima volta che Google diventa soggetto di una fiction. Già nel 2007 Cory Doctorow scrisse Scroogled, anche in quel caso il titolo era indicativo, un racconto che esplorava tutti i rischi di un sistema pervasivo nel filtrare e selezionare le notizie. Il motore di ricerca è stato raffigurato più benevolmente nel recente Gli stagisti, un film con Owen Wilson e Vince Vaughn. Ma in questo caso se dalle parti di Mountain View si è tirato un sospiro di sollievo, la critica è stata meno soddisfatta. Giudizio quasi unanime: «un tour promozionale di due ore» del gigante del web.