Fedele benedice il Duce in tv

Mussolini ha ricevuto una sorta di carezza cattolica niente poco di meno che da quel francescano controverso che risponde al nome di Fedele Bisceglia

E benedetto fu, con soddisfazione parziale di tutti coloro che avevano masticato amaro per il Niet del vescovo di Reggio Calabria, fresco di olio santo sulla fronte del sindaco giovanottino. Il Duce ha ricevuto una sorta di carezza cattolica niente poco di meno che da quel francescano controverso che risponde al nome di Fedele Bisceglia. “Cercasi prete con le palle per celebrare messa in diretta per il 70° anniversario della morte di Mussolini”, aveva scritto sui social Antonella Grippo, giornalista e conduttrice del programma Tv PERFIDIA. CHE FAI, MI CACCI? in onda tutte le domeniche alle 21.00 su VIVAVOCE TV, la rampante emittente calabrese, diretta dalla temeraria Paola Militano e che trasmette da Lamezia Terme.

Il don francescano non si è fatto pregare e ha asperso qualche goccia d’acquasanta pacificatrice sul fiume di polemiche degli ultimi giorni. “Amo Gesù e il Vangelo, dove non c’è preclusione per nessuno. Mussolini, fino a prova contraria, è figlio di Dio, e Dio non ha figli di prima o seconda categoria. Io avrei pregato per lui…”. Vittorio Sgarbi, presente al telefono, invece, plaude alla decisione del responsabile della chiesa reggina, mentre Gasparri, sempre al telefono, condanna. Nell’inferno televisivo di PERFIDIA, c’è, dunque, chi condanna e chi giustifica. Una cosa è certa: la Chiesa stringe mani sporche di sangue da secoli e non si schifa di far seppellire nei propri templi esponenti della mafia romana. Trattiene, nascondendoli al mondo, condannati per pedofilia e conta fra le tonache consacrate presenze più che biasimabili.

Appare e scompare in territori difficili,spesso sacrificando, colpevolmente?, singole vite. Celebra messe e scoriandola benedizioni “in omaggio” a politici e vip da dimenticare. Benito Mussolini, oggi, non è capo del fascismo, ma anima (penitente?) che spera nella Misericordia. La Grippo gliela concede, la Chiesa, no.