Il figlio di Quasimodo: "Alla premiazione andò con un'altra donna"

Sarà battuta all'asta il prossimo 2 dicembre da Bolaffi a Torino la medaglia del Premio Nobel per la Letteratura Salvatore Quasimodo, scomparso nel 1968

Sarà battuta all'asta il prossimo 2 dicembre da Bolaffi a Torino la medaglia del Premio Nobel per la Letteratura Salvatore Quasimodo, scomparso nel 1968. Si tratta della prima vendita in Italia di questo riconoscimento e la prima nel mondo di un Nobel italiano. Sul mercato internazionale finora ne sono stati trattati soltanto 16 esemplari, 17 con questo. Il simbolo del prestigioso tributo conferito a Quasimodo nel 1959, "per la poetica liricità" con cui ha saputo esprimere le tragiche esperienze umane dei nostri tempì passerà sotto il martello come lotto 401 con una base d'asta di 50 mila euro e una stima tra i 100 e 150 mila.

Il lotto è costituito dalla medaglia d'oro 23 carati con il busto di Alfred Nobel, il diploma, due fogli manoscritti miniati su pergamena, la foto di Quasimodo scattata da Anna Riwkin, utilizzata come ritratto ufficiale dall'Accademia di Svezia, il dvd con la cerimonia di consegna del premio. Parte delle commissioni di vendita, pari a 20 mila euro, sarà destinata al finanziamento di una borsa di studio per un corso di laurea triennale a Milano, a vantaggio dello studente più meritevole dell'Istituto Tecnico "A. M. Jacì" di Messina, scuola che Quasimodo frequentò prima di trasferirsi a Roma, a Firenze, e quindi a Milano, dove la sua esperienza poetica giunse a piena maturazione.

La decisione di mettere all'asta la medaglia del premio Nobel del padre è stata presa dal figlio Alessandro, attore e regista, che in una intervista a Repubblica ha rivelato un particolare: "Il giorno della premiazione a Stoccolma mio padre andò con un’altra persona, non portando né mia madre né me. Ho perdonato tante cose a mio padre, ma questo gesto no”.

Commenti

Cheyenne

Dom, 29/11/2015 - 11:58

MA QUESTO E' UN FATTO PERSONALE CHE NON CI IMPORTA. COMUNQUE IL FIGLIO RESTITUISCE IL MAL TOLTO DAL PADRE IN QUANTO EBBE IL PREMIO PER MERITI COMUNISTI ( TRA L'ALTRO LA SUA GRANDEZZA E' PIù CHE ALTRO LEGATA ALLA TRADUZIONE DI LIRICI GRECI ). RICORDIAMOCI CHE IL PREMIO LO STRAMERITAVA UNGARETTI CHE PERò NON AVEVA SPONSOR

areolensis

Lun, 30/11/2015 - 23:34

Probabilmente, quell'anno, Ungaretti o Montale avrebbero meritato quel premio più di Quasimodo. Ma un figlio così... beh, meglio non aggiungere altro!