Al fondo della disperazione (e dell'amore) di Antonia Pozzi

Antonia Pozzi a Milano muore, e a Milano nasce, nel 1912, da una famiglia lombarda alto-borghese che abita in un'elegante casa di via Mascheroni

«Non c'è nessuno,/ non c'è nessuno che vende/ i fiori/ per questa strada maledetta?». Antonia Pozzi morì il 2 dicembre 1938. Quel giorno, come tanti altri, si recò all'Istituto Tecnico «Schiaparelli» di Milano, dove insegnava. A metà mattina chiese di uscire prima dalla scuola. Si diresse a Chiaravalle, forse in bicicletta forse in tram. Lì, lungo una strada senza fiori e senza più alcuna speranza, si sdraiò sul prato vicino all'Abbazia, nel gelo, e ingerì dei barbiturici. Morì il giorno dopo al Policlinico. Aveva 26 anni, ed era bellissima.

Antonia Pozzi a Milano muore, e a Milano nasce, nel 1912, da una famiglia lombarda alto-borghese che abita in un'elegante casa di via Mascheroni: il padre è un noto avvocato, la madre una contessa. Scrive poesie (mai pubblicate in vita: oggi è considerata una delle più grandi poetesse del nostro '900), tiene un diario, al liceo ha una contrastata relazione col suo professore di greco e latino, si appassiona alla fotografia (restano circa 2800 scatti) ha illustri compagni e professori universitari, da Vittorio Sereni a Antonio Banfi.

Nel suo scritto di addio ai genitori - su cui molto si è detto, così come sul testamento distrutto e ricostruito - Antonia Pozzi parla di «disperazione mortale». Cosa ci fosse al fondo della disperazione di quell'anima, forse, aiutano a capirlo il film-documentario Il cielo in me. Vita irrimediabile di una poetessa di Sabrina Bonaiti e Marco Ongania dedicato alla vita di Antonia Pozzi (impersonata da Erika Redaelli) presentato lo scorso marzo, e una nuova edizione dell'antologia di poesie Guardami: sono nuda (Edizioni Clichy, pagg. 114, euro 8; a cura di Ernestina Pellegrini), una raccolta tutta giostrata sui versi d'amore: sensuale, mistico, spirituale. Una piccola, meravigliosa occasione per percorrere la maledetta strada della Solitudine , del Distacco , della Fuga , dei Vaneggiamenti , della Paura , ma anche della Bellezza , del Ricongiungimento e dell' Innocenza di una ragazza bellissima, morta troppo presto, per noi. E forse troppo tardi per lei.