Il funambolo delle parole

«Dove vai?». «All'arcivescovado. E tu?». «Dall'arcivescovengo». Umorista surreale e funambolo dei giochi di parole, Achille Campanile (1899-1977) è straordinario nello scardinare i luoghi comuni del pensiero e l'ordinarietà del parlare con micidiali micro-battute. Come confessò lui stesso: «Un giorno, avendo bisogno di quattrini, mi presentai allo sportello di una banca e dissi al cassiere: “Per favore, mi potrebbe prestare centomila lire?”. Il cassiere mi disse: “Ma sa che lei è un umorista?”. Così scoprii di esserlo». E in quell'arte divenne maestro. Conosceva la lingua italiana in tutte le sfumature, e la sapeva usare sul filo dell'ironia. Ogni tanto l'editoria si ricorda di lui. Negli ultimi anni la Bur ha riportato le sue cose più belle in libreria, dal famoso Manuale di conversazione alle irresistibili Ottantasette tragedie in due battute.