Fuori dalla notizia

Le notizie non muoiono sulla carta, né nell’etere, né in Rete. Sopravvivono altrove. Dove, non si sa. Proviamo a immaginarlo<br />

Le notizie non muoiono sulla carta, né nell’etere, né in Rete. Sopravvivono altrove. Dove, non si sa. Proviamo a immaginarlo.

La notizia. I buchi neri sono nati prima delle galassie. Risolve così questa versione “cosmica” del problema dell’uovo e della gallina il prestigioso gruppo del National Radio Astronomy Observatory (Nrao) degli Stati Uniti coordinato da Chris Carilli. Punto di partenza della ricerca, presentata nel convegno della Società americana di astronomia, sono stati gli studi condotti sui buchi neri presenti al centro di galassie nel vicino universo: da tutti emerge un rapporto costante fra le dimensioni del buco nero e quelle della galassia. Un rapporto che non si ritrova, però, nelle galassie formate nel primo miliardo di anni dopo il Big Bang che ha dato origine all'universo. Al centro di queste galassie primitive esistevano infatti buchi neri molto più massivi rispetto a quelli presenti nelle galassie recenti. Di qui la conclusione che i buchi neri devono essersi formati prima delle galassie. Il prossimo passo, dicono i ricercatori, sarà capire come buchi neri e galassie si sono condizionati a vicenda e come hanno raggiunto l’equilibrio che si osserva oggi. (Ansa, 8 gennaio 2009)

Fuori dalla notizia. L’annuncio ufficiale verrà dato soltanto domani, a conclusione del Congresso mondiale di meteorologia in corso a Milano. Ma sulla base delle indiscrezioni che filtrano dagli ambienti vicini ai partecipanti al simposio, siamo in grado di anticipare la notizia. Eccola: dopo la pioggia viene il sereno. Pare infatti che le proiezioni degli studi statistici effettuati dagli esperti abbiano evidenziato una strettissima correlazione fra le condizioni del tempo e i buchi neri. Nel senso che nella settimana in cui più di tre riviste scientifiche considerate “autorevoli” pubblicano un articolo sui buchi neri, nell’emisfero settentrionale prevale il sereno, mentre in quello meridionale è meglio uscire con l’ombrello. E viceversa. “I buchi neri – ci ha detto un congressista che preferisce restare anonimo – danno indirettamente una bella mano. So di alcuni colleghi che si sono abbonati a Nature, New Scientist eccetera”.