Il giovane Oliver cresce molto in fretta

Quattordici anni, età cruciale. Ci si interroga sulla vita. Così fa Oliver Tate, protagonista di Piccole indagini sotto il pelo dell’acqua, del giovane scrittore gallese Joe Dunthorne (Piemme, pagg. 350, euro 16, trad. Anna Rusconi). Il registro è ironico, anche comico. Il ragazzino osserva i genitori, che a loro volta esaminano lui per capire che razza di uomo stia diventando. Il paragone con Il giovane Holden è d’obbligo, ma qui è passato mezzo secolo, mancano il candore e l’amaro sbalordimento che lo segue. Il giovane Oliver è disincantato da subito, non temporeggia con le esperienze sessuali e, soprattutto, più che porsi domande poetiche, trova da solo sul mondo risposte scettiche che non di rado sfiorano il cinismo.