"Grillo? Non era in programma"

In rete si scherza: al Congresso del Partito democratico, com'è già stato ribattezzato il Salone del libro di Torino, non poteva certo partecipare il leader di un Movimento rivale come Beppe Grillo, autore con Gianroberto Casaleggio e Dario Fo de Il Grillo canta sempre al tramonto (Chiarelettere). Martedì c'è stata una mini scaramuccia tra il direttore del Salone Ernesto Ferrero, che escludeva la presenza dell'ex comico: «Niente comizi di pifferai magici»; e il possibilista presidente Rolando Picchioni: «Siamo aperti a chiunque si affacci nell'ambito del confronto civile sui problemi del Paese». Il caso è rientrato subito eppure ha lasciato qualche perplessità. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Fazio, direttore editoriale di Chiarelettere. «Non intendo difendere Grillo perché non ne ha bisogno: si difende da sé, se lo ritiene opportuno».

Eppure Chiarelettere è parte in causa...
«No. Per questo la polemica è incomprensibile. Chiarelettere non ha mai pensato di presentare questo libro al Salone. Non abbiamo inoltrato alcuna richiesta in tal senso».

Allora come si spiegano le dichiarazioni di Ferrero?
«Forse sono state rilasciate per attirare l'attenzione dei media sul Salone. Ormai basta nominare Grillo per avere un titolo sui giornali. O sono servite a lanciare un messaggio, anche se non saprei proprio indicare a chi».

Un mistero (poco) buffo.