Guardarsi allo specchio e vedersi a stelle e strisce

«Non era più il tempo di andarsene lontano, a cercare le risposte che giacciono cristallizzate nel modo di vivere di popoli distanti e mezzo dimenticati...». E così - nel 1939 - l’antropologa Margaret Mead tornò negli Stati Uniti, dopo aver studiato tribù indigene a Samoa, Bali, Nuova Guinea. E col suo sguardo abituato a vedere la forma dove altri vedono particolari concreti, ad associare «un matrimonio in una cattedrale e una cerimonia in una piccola isola del Mare del Sud, durante la quale due persone di mezza età con tre bambini si mettono a sedere e mangiano con solennità un uovo di gallina bianca», guardò. Guardò la sua patria dritto nell’anima. E ne fece uno splendido, straniante ritratto: America allo specchio (il Saggiatore, pagg. 264, euro 19).