I baci bellissimi e ingannevoli del "raccontatore" Buttafuoco

La "Bellezza" dell'amore, dell'arte, della politica e della scrittura nel nuovo libro dello scrittore siciliano

I baci sono definitivi... Ma che titolo è? Anzi, che libro è? I baci sono definitivi di Pietrangelo Buttafuoco (La nave di Teseo) non è un romanzo, né un saggio, né un diario, né un pamphlet.

Ma è un insieme di tutto questo: è una sfilata di immagini (o vite imaginali, come da esergo) che l’autore-viaggiatore Buttafuoco, elegante zainetto in spalla e brillanti idee in testa, vede e trasfigura durante i suoi pendolarismi quotidiani: via crucis laica e intellettuale le cui stazioni - della metropolitana, dei treni, del traghetto e gli aeroporti – diventano quadri, o immagini, che la sua fantasia, la sua immaginazione, le sue visioni e soprattutto la sua scrittura danno corpo in forma di storie.

Storie di incontri, di persone comuni che si trasformano negli dèi o negli eroi del mito – a un certo punto, a un ragazzo, seduto nel vagone della metropolitana romana, Linea A, mentre si sta esercitando su una traduzione, dal vocabolario di greco, il “Rocci”, scivolano via centinaia di guerrieri traci che sciamano dappertutto… tra scale mobili e banchine delle stazioni... – o in figure letterarie – Cyrano de Bergerac, o la Zazie <dans le métro, appunto, di Raymond Queneau - e poi storie di ricordi, storie di amori e di innamoramenti, e poi riflessioni personali, preghiere, citazioni, aforismi stranianti (“Tutto volge nell’apnea di una malinconia spettrale dove non ci sono più sconfitti ma solo dei falliti catturati da un’illusione: la libertà di pensiero”), storie antiche della sua Sicilia saracena, storie di sufi e dervisci, e storie dell’oggi: quelle della sua Roma-pattumiera (“del degrado ridotto a una abitudine municipale”). A ancora: parodie, dialoghi filosofici, canzoni, come quella di Mario Castellacci che dice: “Ognuno ha tanta storia, tante facce nella memoria”.

Tanta storia, tante facce, tanta memoria. C’è molto di tutto questo, nel libro di Buttafuoco. Molto di ciò che attiene non ai cinque sensi esterni, ma ai cinque sensi interni: immaginazione, riflessione, pensiero, associazione e dissociazione. E poi nel libro c’è tanta Bellezza, e tanta Astuzia. L’astuzia della Bellezza.

“Dio è bello e ama la Bellezza” ha detto il Profeta dell’Islam. Eccole tutte le bellezze. Il Bello dell’arte. L’atto puro e bello della Poesia. Il gesto bello della politica. E la Bellezza più bella che c’è: quella dell’amore. L’amore sensuale, l’amore erotico, l’amore coniugale, l’amore tra amici (il libro porta una dedica a Stefano di Michele, giornalista del Foglio morto lo scorso anno, a 56 anni), l’amore spirituale (Dio è Bello, e non ci si può non innamorare), e l’amore tra padri e figli (consiglio il sottofinale del libro: dove l’autore raccontando del funerale del proprio padre vede crescere, portando a spalla la bara con loro, i propri figli).

A dato che il diavolo preferisce le cose giuste, mentre Dio ama quelle belle, nel libro di Buttafuoco – oltre la Bellezza - ci sono tante astuzie. I baci del titolo, innanzitutto. I baci sono una astuzia, dolcissima, per conquistare uomini, donne, favori, potere, denaro. Il bacio di Giuda è bellissimo e astuto. Il Bacio dell'Hotel de Ville di Robert Doisneau, forse il bacio più famoso della contemporaneità, è bellissimo, ma astuto. Cioè falso: la fotografia del bacio è frutto di una messa in scena. E quanti baci astuti diamo alle nostre compagne, ai nostri compagni, ai nostri figli? Baci ruffiani, eppure bellissimi. E viceversa.

Poi, le donne. Il libro di Buttafuoco è pieno di donne. La Bellezza non è solo un sostantivo femminile. La Bellezza è femmina, anzi è fimmina, direbbe il buttanisismo siciliano Buttafuoco. Dalla Bibbia – Eva, bellissima, è la prima donna a usare l’astuzia con l’uomo – alle opere di Shakespeare fino al cinema di oggi, la storia è piena di donne bellissime e astute. Streghe, femme fatale, dive e vamp.

E l’amore? Il libro di Buttafuoco è pieno di amori. Anche l’amore – che è la Bellezza più bella che c’è – è un’astuzia. Non puoi resistergli, e inganna sempre.

Anche la giovinezza, che è l’età più bella, è un’astuzia. Il libro di Buttafuoco è pieno di giovani. La giovinezza ti illude, sogni, speri, poi arriva la Vita: meno bella, più affidabile, più onesta.

Poi c’è Roma. Il libro di Buttafuoco inizia, attraversa e finisce a Roma. La città più bella del mondo, e quella che illude di più. Grande Bellezza (la Roma di Sorrentino è bellissima, ma non esiste, come non esiste Roma senza traffico, pulita, senza auto parcheggiate ovunque, con una piazza Navona linda e deserta) significa Grande Inganno. Si pensi alla Roma barocca: false prospettive, spazi irreali, giochi di luce, illusioni, trompe-l'œil. Roma è città bellissima e astuta. Ha mille difetti e rimane sempre perfetta. Cos’è, se non la Bellezza dell’Inganno?

E infine la scrittura. Che per un giornalista e un raccontatore di cunti come Buttafuoco è la cosa più bella e più astuta che c’è. Il libro di Buttafuoco è pieno di scrittura: diabolica, incantevole, incantatrice, bellissima.