I borghi italiani "fantasma": la storia di Roscigno Vecchia

L'altro volto dell'Italia: la storia dei borghi italiani disabitati. Uno scrittore, un "abusivo" e un ex abitante ci guidano nella "Pompei del '900", Roscigno Vecchia

Oltre all’Italia dei monumenti e delle opere d’arte famosi in tutto il mondo, vi è anche un’Italia timida e “nascosta”, che sfugge agli occhi dei più, nonostante sia altrettanto ricca di storia e di cultura: si tratta dell’Italia abbandonata, o forse sarebbe più preciso dire “fantasma” (guarda il video).

Mi riferisco a quei borghi che si sono spopolati e che adesso sono terra di nessuno o, al massimo, di qualche “abusivo”. Secondo l’ultima rilevazione dell’Istat, i paesi fantasma in Italia sono circa un migliaio, se si escludono stazzi e alpeggi, altrimenti si sale a 6mila. Tra i tanti paesi abbandonati, Roscigno Vecchia è sicuramente uno dei più famosi, tant’è vero che è stata ribattezzata la “Pompei del 900”. La sua storia è lunga e travagliata, le prime notizie risalgono all’anno mille, ma il borgo si è ripetutamente spostato a causa dei movimenti franosi frutto della fragilità del territorio.



Quando il 15 ottobre del 2000 il cuore di Teodora Lorenzo, detta "zia Dorina", cessò di battere, il borgo di Roscigno vecchia, nell’entroterra salernitano, concluse la sua storia secolare. Con zia Dorina se ne andava l’ultima presenza umana del posto. Roscigno diventava un paese fantasma. A condurmi alla scoperta delle recenti rovine di questa perla del cilento è lo scrittore napoletano Antonio Mocciola, che con il suo ultimo libro “Le belle addormentate”, dopo dieci anni di viaggi in posti dimenticati da tutti, ha creato una sorta di guida per luoghi che nelle guide tradizionali non ci sono più, con tanto di foto e indicazioni per raggiungerli.