Inutile andare nelle nostre librerie alla ricerca del Proust perduto

Non è che l'editoria italiana si sia preparata per il centenario della fondamentale opera di Marcel Proust, e ormai è inutile andare alla ricerca del tempo perduto, se volevate regalare qualcosa di proustiano quello che c'è c'è. Anzi, a essere pignoli c'è di meno: quest'anno la Mondadori ha rinunciato al cofanetto, la Recherche tradotta da Giovanni Raboni è disponibile in Oscar, ci mancherebbe, ma le librerie per far prima tendono a tenere solo i mattoni Newton Compton e Einaudi. I quali sono rispettivamente rosa e azzurrino, a seconda che dobbiate regalarla a un maschietto o a una femminuccia, tanto devono servire per arredamento. Chi se li legge?
Eppure volendo ci sarebbe molto da pubblicare, tanto sul fronte della saggistica quanto sull'epistolario, di cui è disponibile solo la selezione nei Meridiani. Per cui bisognerebbe rendere onore alla Bompiani, che almeno un cartellino lo ha timbrato, con il libro di Roberto Peregalli intitolato Proust - Frammenti di immagini (pagg. 344, euro 25). A prima vista una lussuosa strenna natalizia, e l'intento nobile, come da titolo, sarebbe di raccontare Proust per immagini. Il problema è che Peregalli non è Winfried Sebald e la Bompiani non è Franco Maria Ricci, l'effetto è di una agenda da banca già scritta da Peregalli. Tra l'altro proprio le immagini sono minuscole, sbiaditi francobolli in bianco e nero, volendo proprio risparmiare sulla carta e sulla stampa almeno potevano dotare i lettori di una lente d'ingrandimento, le vedete molto meglio se le cercate con l'iPhone: della «tazza con la madeleine» si riconosce solo la tazza, la madeleine al massimo assomiglia a un topo morto d'infarto sul piattino.
Inoltre Peregalli commette un reato filologico non giustificabile con l'intento suggestivo: nel suo testo non segue la biografia proustiana ma la Recherche, pur chiamando il Narratore non Marcel ma Proust, così da confondere volutamente le carte del romanzo con la biografia, come se già non l'avessero fatto in tanti e male. Il risultato è un effetto da guida Touring con le foto della vita di Proust giustapposte al riassuntino Bignami della Recherche, come un libro sull'opera di Leopardi che contenga solo una parafrasi per turisti de L'infinito e la foto della siepe spelacchiata a Recanati. Insomma, in un modo o nell'altro, tra un mattone rosa e un topo morto, è così che gli editori italiani hanno conciato Proust per le feste.