"Italia allo sbando" Fotografia di un declino

Il nuovo libro di Augusto Grandi è quasi un'autopsia

È impietoso l’affresco a tinte fosche del Belpaese illustrato da Augusto Grandi nel suo ultimo libro “Italia allo sbando. Lavoro, commercio, cultura. Fotografia di un declino” (Eclettica Edizioni, pp. 127, Euro 12,00).

Un’immagine, quella dell’attuale situazione italiana, che lascia poco spazio alla speranza di una rinascita culturale ma anche di una ripresa economica in questo primo scorcio del Terzo Millennio.

Una nazione ormai abbandonata al suo destino dall’Europa Carolingia, quella a guida franco-tedesca, che ha perso anche la sua storica proiezione nel Mediterraneo dopo il deterioramento dei rapporti privilegiati con i dirimpettai nordafricani – Libia ed Egitto in testa – e con i partner del Medio Oriente divenuto ormai un caotico e pericoloso scacchiere in mano a Russia, Turchia, Stati Uniti ed Iran.

Condannata a passare da penisola geografica ad isola politica, l’Italia sta subendo da decenni una progressiva decadenza economica e culturale.

E c’è ben poco da gloriarsi se possiamo ancora vantare il patrimonio artistico più imponente al mondo se in realtà i musei e le opere d’arte non vengono affatto valorizzati, generando irrisori introiti per le casse dello Stato e nessun ritorno in termini occupazionali.

E poco importa se i giovani – quelli sbeffeggiati recentemente dal Ministro del Lavoro Poletti – fuggono all’estero in cerca di un’occupazione, ché tanto in Italia non si trovano posti disponibili e quei pochi che ci sono vengono sottopagati e sviliti da una crescente precarietà.

Un’Italia dove il “ceto medio” – a lungo spina dorsale del Paese – sta letteralmente scomparendo, costretto dall’aggravarsi della situazione economica generale a scivolare al livello di mera sussistenza. Un’Italia, insomma, condannata ad un futuro di povertà quella descritta dall’autore. Premio St. Vincent di giornalismo e cofondatore del think tank di geopolitica “Il Nodo di Gordio”, Augusto Grandi è un giornalista de “Il Sole 24 Ore” che, da qualche decennio, racconta l’imprenditoria nazionale, i suoi successi in Italia ed all’estero ma anche gli evidenti limiti.

Quelli legati al fisco, alla burocrazia, alle pressioni sindacali, fino all’incubo di Equitalia. In Italia – dicono gli imprenditori – non si può fare impresa e molto spesso le aziende chiudono o vengono cedute a società estere. Ma perché – si chiede l’autore – quando le stesse aziende vengono acquisite da multinazionali straniere, il nuovo management riesce a fare comunque business pur continuando a produrre in Italia? Il problema risiede nella mediocrità dell’attuale classe dirigente ed imprenditoriale che manca di adeguata formazione e di reale spirito collaborativo. Quel “fare rete” e “fare sistema” di cui tanto si parla nei convegni ma che viene messo in pratica poco e male.

A partire dalla necessità di comprendere che internazionalizzare non significa delocalizzare le produzioni, né cedere la mano ad aziende straniere ma implica lo forzo di ripensare la propria impresa con nuove tecnologie, nuovi prodotti e nuovi processi in grado di reggere la concorrenza globale. Puntando sui comparti che possano garantire redditività, sviluppo, occupazione. “Avio ed aerospazio, macchine di precisione, alimenti e vini di qualità, design, tessile e abbigliamento di altissimo livello e di produzione esclusivamente nazionale, mobilità intelligente, costruzioni navali, impiantistica”.

Perché il libro di Grandi può sembrare a tratti un’autopsia di un Paese deceduto sotto i colpi della globalizzazione ed affetto dalla decadenza della sua classe imprenditoriale e politica. Ma non tutto è perduto. In “Italia allo sbando” infatti, i capitoli finali sono dedicati a tracciare un percorso per uscire dall’anemica e ansimante condizione che affligge il territorio nazionale. Una lenta agonia che può essere interrotta, rilanciando le eccellenze del nostro Paese. Esempi virtuosi da seguire ce ne sono e sono significativi. Dal distretto di Torino che – anche senza la Fiat americana di Marchionne – realizza produzioni di altissima qualità alle start up e agli incubatori di aziende sviluppati in collaborazione con le Università ed i centri ricerca, fino alle vincenti politiche di distribuzione e commercializzazione dei prodotti agricoli promosse dal Trentino Alto Adige.

Ciò presuppone però di indirizzare investimenti nel settore della ricerca e dell’istruzione che languono da troppi anni.

Non solo. C’è bisogno di un rinnovato clima aziendale con maggiori garanzie e tutele per i lavoratori, in cui vengano davvero valorizzare le professionalità e le competenze dei dipendenti in una logica di reale meritocrazia, dove il rapporto di lavoro sia caratterizzato da un autentico spirito di collaborazione tra imprenditore e lavoratore.

Ma sono davvero molte le proposte praticabili per uscire dalla crisi proposte dall’autore in questo agile volume. Perché – nonostante le critiche – Augusto Grandi crede ancora che l’Italia possa avere un futuro.

Daniele Lazzeri
Chairman think tank “Il Nodo di Gordio”
www.NododiGordio.org

Commenti

istituto

Lun, 09/01/2017 - 08:24

Che l'Italia sia allo sbando ed in declino gli ITALIANI lo avevano capito da un pezzo. La SINISTRA invece si ostina a dire che l'Italia riparte...si all'ESTERO.

patrenius

Lun, 09/01/2017 - 08:24

Una tragica verità che noi,cittadini consapevoli, percepiamo ogni giorno ormai da diversi anni. Personalmente credo che il declino sia cominciato nel '68 quando la parola "dovere" è stata sostituita da un'infinità di diritti fasulli e quando è stata creata a tutti i livelli (PA, magistratura,scuola,sanità etc) una dirigenza sinistroide che vuole costruire una nuova Italia passando attraverso la sua distruzione.

istituto

Lun, 09/01/2017 - 08:26

Ma poi perché essere pessimisti,come l'autore del libro. Ci sono le RISORSE che PAGHERANNO le nostre PENSIONI......

gianni.g699

Lun, 09/01/2017 - 08:56

Il colpo di grazia è arrivato e si prolunga da 2011 !!! ... continuiamo cosi

Lucaferro

Lun, 09/01/2017 - 09:12

Tutto bello e giusto; ma c'è un grande ostacolo che sbarra la strada: Agenzia delle Entrate e fisco in genere con tutto ciò che comporta in in Paese solamente affamato di soldi. Allora meglio non arrischiarsi qui e migrare verso lidi a maggior libertá e certezza delle leggi.

elio2

Lun, 09/01/2017 - 10:25

Basti pensare che in soli 5 anni di regime comunista il debito pubblico è schizzato alle stelle, dal 121 al 137,5%, i disoccupati sono più che raddoppiati, centinaia di migliaia di aziende hanno chiuso, la classe media è sparita, passata direttamente nella miseria e tutti i parametri indicatori della salute del Paese sono negativi, e questo dopo aver tassato anche l'aria, l'unica cosa che i comunisti sono capaci di fare, soffocando così quel poco di economia che ancora vivacchiava, in compenso hanno riempito il paese di clandestini da mantenere, per dar modo alle loro cooperative di far soldi a palate. Non è per caso se nessuna nazione è mai sopravissuta ad un regime comunista.

leopard73

Lun, 09/01/2017 - 10:29

FINO CHE AVREMO QUESTI GOVERNICCHI ABUSIVI NON NE USCIREMO TANTO FACILMENTE PURTROPPO.

Giorgio Colomba

Lun, 09/01/2017 - 11:16

Col fattivo avallo del comunista Napolitano - già cantore dell'invasione sovietica in Ungheria nel '56 - oltre ai vari Monti, Letta, Renzi ed assimilati sinistri, nonchè al coacervo di Grillo-utopisti ed al quarto governo senza legittimazione elettorale, siamo finalmente approdati alla decrescita (in)felice. Evidentemente meritata dato che, come rammentavano prima Giolitti e poi Mussolini, governare gli italiani non è difficile, è inutile.

avallerosa

Lun, 09/01/2017 - 11:16

E' inutile lamentarsi dei politici, la colpa di tutto siamo solamente noi che lo permettiamo perchè alla fine siamo come loro, pensiamo solo a noi stessi.

antonio54

Lun, 09/01/2017 - 11:22

""L'Italia allo sbando"". Non penso ci voglia un marziano per capirlo. Questo nostro paese ormai è distrutto. Dobbiamo ringraziare una masnada di incapaci di professione, senza carattere e soprattutto senza orgoglio. Adesso purtroppo, raccoglieremo i cocci...

guardiano

Lun, 09/01/2017 - 11:31

Elio2 analisi più che logica e di buon senso, purtroppo una buona parte dell'italia è masochista, certi cittadini godono a farsi del male, seguono un'idea politica col tifo che usano in campo sportivo, il detto dice errare è umano ma certa gente non vuole ammetterlo.

Gianluca_Pozzoli

Lun, 09/01/2017 - 11:49

grazie renzi

VittorioMar

Lun, 09/01/2017 - 12:16

..sempre a criticare ..sempre a criticare!!!..vedrete come ESPLODERA' LA CULTURA per non parlare dei posti di lavoro"ALL'ESTERO"e con i pochi soldi che rimangono "SANEREMO IL BUCO DELLA SANITA'"...PER NON PARLARE DELLE PENSIONI: COME AUMENTERANNO I DECESSI!!!..sempre a lamentarsi ,che diamine, vediamo il lato positivo,NO!!!

manfredog

Mar, 10/01/2017 - 15:22

In un quotidiano a tiratura nazionale dell'altro ieri, c'era il solito sondaggio, tra gli itali-ani, di come sarà il 2017 e, tanto per citare un esempio, quali sono per loro i valori più importanti per l'anno nuovo; ebbene, la percentuale maggiore (il 61%) ha risposto 'l'onestà'. Per carità, erano tutte persone 'intervistate', quindi si sa come vanno queste cose; però questa risposta conferma che le mode effimere sono quelle che nel nostro Paese hanno sempre maggior successo tra gli 'Idiotalici' (soprattutto quelli ipocriti..)..!! mg.