L’India? È roba per signorine

«Non sarò di certo io quella che alzerà la mano per prima, se chiamata a compilare la carta d’identità dell’India. Non mi arrischierei mai, sono troppo ignorante e anche femmina». E infatti Rosa Matteucci sulla terra di Gandhi non scrive né un saggio né un baedeker. La sua India per signorine (Rizzoli, pagg. 117, euro 14) è un racconto ironico con protagonista un «Paese di stordenti profumi, vomitevoli puzze, fuochi e colori a tinte vivide. Colonie di sorci e granai, una caciara cosmica. Di miriadi di persone, nelle città grandi, nelle campagne, ovunque, e di bestie che errano». Tre tappe, un centinaio di comparse e qualche decina di scimmiette: ne viene fuori un trompe-l’oeil smagato, incalzante e piuttosto divertente.