L’Inghilterra raccontata da Rebecca West diverte più della soft economy di Realacci

Ecco i libri che la redazione cultura del Giornale ha letto per voi e che vi segnala, divisi per categorie serie e semiserie.
DA NON PERDERE
Partitura d’addio di Pascal Mercier (Mondadori, pagg. 260, euro 18). Una storia di ossessioni, sentimenti inappagati, violini, partiture di Bach e di inutili tentativi di sfuggire al peso della vita. Mercier, nome di penna del filosofo berlinese Peter Bieri, la racconta con penna abile e implacabile.
SE VI FOSSE SFUGGITO
Le congiure parallele di Vincenzo Ciampi (Robin, pagg. 238, euro 12). Idi di marzo dell’anno 44 avanti Cristo. Un pugno di congiurati uccide Giulio Cesare, con un piano temerario. Subito dopo però questi uomini, tutti esperti politici e militari, si fanno travolgere dagli eventi. Perché? Vincenzo Ciampi ricostruisce con un uso attento delle fonti e una bella narrazione un possibile scenario.
DA COMODINO
La famiglia Aubrey di Rebecca West (Mattioli 1885, pagg. 430, euro 20). Uno dei grandi classici della letteratura inglese del XX secolo. Il romanzo pesca abbondantemente nella biografia giovanile della West e restituisce un affresco potente dell’Inghilterra che fu. Per comodini post-vittoriani.
DA TASCA
L’arte di morire di Paul Morand (Sellerio, pagg. 86, euro 8). Un brevissimo scritto del grande e dimenticato Morand (1888-1976). Una guida, per esempi letterari, all’arte del ben trapassare capace di coniugare riflessione e ironia. Figura bene nel taschino di chi ama lo stoicismo.
DA CESTINO
L’Italia c’è di Enzo Argante ed Ermete Realacci (Salerno, pagg. 124, euro 12). Una piccola apologia della soft economy e di qualsivoglia cosa «inventata» da Realacci. Criticare i contenuti sarebbe scontato, forse ingiusto. Criticare la forma, che ricorda un poco quella adulatoria dei letterati che inneggiavano a Nerone, imperatore poi non così cattivo come si crede, quello invece, magari, si può fare.