L’intransigente in cerca dell’«uomo nuovo»

Mario Carli fu una delle menti più illuminate del fascismo prebellico. Fondatore (nel 1916) della rivista L’Italia futurista e di testate come L’Ardito e La testa di ferro, «il giornale ideato per i legionari fiumani». Combattente e, con Marinetti, intellettuale controcorrente (scrisse il manifesto «Al di là del comunismo» e al tempo stesso fu spesso in aperta rottura con Mussolini), nel ’19 propose addirittura una collaborazione tra fascisti, arditi, combattenti e socialisti, riformisti, repubblicani, sempre mirando all’«affinamento dell’uomo nuovo». Figura storica del «superfascismo», racconta se stesso, la storia di quegli anni e i fermenti culturali contrapposti in Fascismo intransigente (Barbarossa, pagg. 350, euro 19) del 1926, ricco di spunti che sfuggono agli stereotipi delle ortodossie ideologiche.