L'Anpi litiga con Baudo sull'attentato di via Rasella

Scoppia la polemica fra Pippo Baudo e l'Anpi, l'Associazione nazionale partigiani sull'attentato di via Rasella (42 morti tra le fila delle truppe tedesche). Il nodo del contendere è il servizio sulle Fosse Ardeatine proposto lunedì sera a Il viaggio, trasmissione in onda su Rai3.
Nella puntata Pippo Baudo ha intervistato un Maggiore dell'Esercito Italiano, Francesco Sardone. E nel farlo evidentemente ha detto cose non gradite agli ex partigiani. Secondo l'Anpi infatti «parlando di via Rasella, si sono rappresentati i fatti come se si fosse trattato di un attentato terroristico, e non di una “legittima azione di guerra partigiana”, come è stato riconosciuto più volte dalla Corte di Cassazione». Pronta la risposta di Baudo: «Qui si gioca con le parole. Mi pare che non abbiamo mai detto “terrorismo” ma per esserne sicuro dovrei vedere il filmato». E ancora: «Allora parliamo di attentato, lo era sì o no? I nazisti, che hanno tutta la mia disistima per quello che hanno compiuto nel mondo, facevano pattugliamento. I partigiani sapevano che la reazione dei tedeschi sarebbe stata uno a dieci. Purtroppo che questa rappresaglia nazista ci sarebbe stata era noto perché c'erano manifesti su tutti i muri di Roma, come ha spiegato bene il maggiore Sardone». L'Anpi sostiene anche che «parlando della rappresaglia, le domande di Baudo sembrano legittimare le presunte leggi di guerra, solo in parte spiegate dal Maggiore dell'Esercito, continuando a diffondere l'idea sbagliata che si potessero uccidere dieci persone per ogni militare morto». A questo il conduttore ieri replicato: «Una volta che sai che la tua azione contribuirà a far ammazzare 335 persone o hai il coraggio di dire “Sono stato io” e ti immoli o verranno uccisi degli innocenti». Ma su questo l'Anpi resta sulle proprie posizioni: «In realtà l'eccidio fu compiuto dai tedeschi in gran segreto e in tempi rapidissimi (21 ore dopo l'azione). Non fu rivolto alcun appello a consegnarsi agli autori dell'azione di via Rasella né vi fu alcun preavviso della rappresaglia... La verità è stata definitivamente stabilita dai tribunali».
Ma per Baudo non si può ridurre tutto alle aule di giustizia. Bisogna distinguere: «c'è il tribunale della Storia e il tribunale della morale che è un'altra cosa. Nessuno si è immolato per salvare queste vittime. Io sono per i partigiani e quello che hanno fatto in Italia è eroico. ma in questo caso un atto di eroismo in più ci stava».MSacc

Commenti

GUGLIELMO.DONATONE

Mar, 30/07/2013 - 10:45

Non ho mai avuto molta simpatia per Baudo, ma in questa occasione merita tutta la mia stima ed il mio plauso.