L'editoria frana e l'Iva sugli ebook le leva ossigeno

Come ogni anno dalla Fiera del libro di Francoforte arrivano i dati relativi all'andamento dell'editoria italiana. Che da qualche anno non gode di buona salute. Questa volta però sono davvero pesanti, tanto che la sintesi dell'Aie (l'Associazione italiana editori) inizia parla non solo di un mercato ridimensionato ma anche trasformato. Come spiega il rapporto, nel 2013 il bacino dei lettori si è ristretto del 6,1% e il mercato si è ristretto del 4,7%. Diminuiscono le copie vendute (-2,3%) nonostante per fronteggiare la crisi gli editori abbiano abbassato i prezzi sia dei libri di carta (-5,1%) sia degli e-book (-20,8% ). Diminuisce, ed è la prima volta, anche il numero di titoli pubblicato (-4,1%). Ecco perché la filiera, nel 2013, ha un fatturato di 2,660 miliardi con una flessione del -6,8% (con una perdita di 194,2 milioni di euro). E se si guarda il trend su periodi più lunghi, tornando al 2011, si registra un pesante - 20% del mercato. Dato quest'ultimo legato a un altro segnalato da Marco Polillo, presidente dell'Aie: «Quest'anno il 57% degli italiani non ha comprato neppure un libro. Siamo penultimi in Europa». E, anche se non sono ancora dati consolidati, lo scorcio fornito da Nielsen sul 2014 non è consolante: nel primo semestre un -6,6% di valore di vendita e calo anche sui libri venduti, -9%.

I segni positivi sono davvero pochi. Il mercato digitale è in crescita. I lettori di e-book nel 2013 sono aumentati del 18,9%. Questa fetta di mercato arriva così, facendo un raffronto con il 2010 a un più 72,7%. Come però ha spiegato Marco Polillo questa crescita non basta ancora a compensare le perdite del cartaceo. Un grosso aiuto potrebbe arrivare dal ripensamento delle imposte sui volumi elettronici che attualmente sono colpiti da un'Iva molto più alta (tema più volte affrontato su queste pagine). Questa disparità (4%cartaceo - 22% elettronico) secondo Polillo è un pesante freno al mercato: «È una scelta che penalizza la diffusione della cultura e lo sviluppo della lettura». Gli ha fatto subito eco il ministro Franceschini anche lui alla Buchmesse: «Un libro è un libro solo qualche mente burocratica può pensare che l'ebook sia un gioco o un formato tecnologico: e quindi è logico e conseguente che abbia lo stesso trattamento fiscale». E per una volta gli editori italiani e il grande distributore Amazon sono sulla stessa linea. Amazon aveva fatto la stessa richiesta a Matteo Renzi al «Digital Venice». Sarebbe una boccata d'ossigeno per un mercato in difficoltà.