LETTERATURA EROTICA Fare l'amore come si deve? Ce lo spiegano gli arabi

Oggi a 2,99 euro "Il Giardino profumato", un capolavoro della trattatistica sessuale nell'Oriente del 14mo secolo SCARICA QUI L'EBOOK

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“Due cose amo del mondo: i profumi e le donne” dice il Profeta. Nella cultura islamica del 14mo secolo il sesso fa parte a pieno titolo della vita del credente, e anzi il suo corretto e sano esercizio è uno degli elementi caratterizzanti quell’imitatio Prophetae cui tendono i musulmani più osservanti.

“Il coito è contemplato nella Legge; dunque, chi segue la Legge pratica il coito” si trova affermato tra i Detti del Profeta.

Uno dei tratti distintivi dell’Islam rispetto e altre religioni è la scrupolosa precisione con la quale considera e regolamenta tutti gli aspetti della vita pubblica e privata, nessuno escluso. La pratica sessuale va quindi, al pari delle altre, minutamente regolamentata, per essere conforme allo scopo e gradita a Dio. Proprio per questo dal 622 dC (anno dell'Egira di Maometto) nel mondo islamizzato vennero scritte numerose opere di precettistica sessuale. Il loro fine è di insegnare ai credenti come integrare armonicamente il sesso con gli altri aspetti dell’esistenza e soprattutto con la fede. "Il giardino profumato" di Muḥammad Ibn Muḥammad An-Nafzāwī è il capolavoro di questo tipo di trattatistica.

Proprio Dio, dice l'autore, ha fatto l'uomo e la donna predisposti al piacere: “Dio pose il piacere del bacio nella bocca, nelle guance e nel collo, e il piacere dell’abbraccio nel petto; Egli donò all’uomo il piacere di suggere labbra umide e fresche”. Le donne, in questa ottica, hanno un ruolo centrale: esse sono state da Dio tuffate “in un mare stupendo di seduzione e di gioia: per le loro sapienti carezze, per i fianchi eleganti, per i lascivi sorrisi”. E se la donna sostiene l'uomo, viceversa dalla donna dipende ogni azione dell'uomo: “Egli, il Vittorioso, ha sconfitto gli uomini con l’amore delle donne; e a queste diede in dono l’appoggio di quelli; da esse dipende lo stare e il partire, lo stabilirsi in un luogo o l’errare incessante.”

Ma ne "Il giardino profumato" ci sono anche veri e proprio consigli pratici per la pratica sessuale. Eccone qualche esempio:

“Non compiere l’amplesso a digiuno o immediatamente prima di mangiare: ti verrebbero dolori alle spalle e perderesti il vigore del corpo e l’acutezza della vista”.

“Se possiedi la donna restando sotto di lei, sarai esposto a malattie della spina dorsale e ad affezioni cardiache, e se ti penetra nell’uretra del secreto vaginale, potrà affliggerti l’itterizia.

“Trattenere l’eiaculazione provoca l’ernia e i calcoli alla vescica”.

“Dopo il coito sono nocivi il troppo movimento e gli eccessivi lavaggi al membro, che lo irritano. Quanto all’accoppiamento con le vecchie, è un veleno mortale.”

“Se vuoi acquistare vigore per il coito, prendi dei frutti di lentischio, pestali e mischiali a olio e miele senza schiuma; quindi bevi il tutto a digiuno, e diverrai potentissimo nel coito.”

Quello che colpisce di questo trattato è la serietà: l'autore, Muḥammad Ibn Muḥammad An-Nafzāwī, oltre ad essere un letterato era infatti anche cultore di teologia, medicina, erboristeria, gran conoscitore della psicologia sessuale. Il libro non indulge mai a facili effetti e mantiene sempre un punto di vista scientifico.

"Il giardino profumato" è il capolavoro di quella trattattistica orientale che vede nell'eros un aspetto naturale della vita dell'uomo e compimento della volontà di Dio. Tuttavia con l’influenza dell’Impero Ottomano iniziò quell’epoca di estrema chiusura dei costumi (simboleggiata dall’obbligo del velo, o dal divieto assoluto delle immagini): da allora opere di tema erotico non vennero più scritte, o per lo meno divulgate, e quelle esistenti cessarono di circolare.

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