Libri, premi e convegni per il "mago del lago"

Una miniera di carte da scoprire. Graffiante, ironico, grottesco: oggi il luinese è considerato un maestro

Cento anni dalla nascita. Auguri e un sacco di regali per festeggiare editorialmente Piero Chiara da Luino, nato nel 1913 e andatosene nell'86, lasciando dietro di sé l'idea che fosse - e sia - uno dei più grandi novellatori italiani di sempre. E, per fare le cose come si deve, il suo vecchio amico e collaboratore Federico Roncoroni e il giovane studioso e bio-bibliografo Mauro Novelli (massimi esperti dell'orbe terracqueo - e lacustre - di Chiara) hanno messo mano alle carte dello scrittore tirando fuori una serie di titoli imperdibili. A completamento della ristampa, con nuovi apparati critici, dell'intera opera narrativa di Chiara, gli Oscar Mondadori portano in libreria Il Nobil Uomo Batosti e altri racconti, in cui Roncoroni, con una dottissima introduzione di Mauro Novelli, ha raccolto 26 «nuovi» racconti: quattro del tutto inediti, tra cui quello pubblicato in questa pagina per gentile concessione dell'editore, e 22 di fatto sconosciuti perché apparsi solo in plaquette fuori commercio, in libri d'arte o sui giornali tra la fine degli anni '40 (la preistoria di Chiara...) e il 1983.

Fra i «pezzi» più belli, La carriera di genero, la cui seconda parte sul suocero salumiere è strepitosa; L'offelleria, del '52, un testo al di fuori della linea ironica-grottesca dello scrittore, e per questo particolare; il graffiante Il Consigliere (inedito); e La strage degli imbecilli (inedito) in cui Chiara massacra gli «alpinisti ciabattoni» e la civiltà della montagna: un racconto che farà arrabbiare parecchi lettori. Dalle edizioni SE esce Il 28 ottobre, un lungo racconto scritto tra il 1961 e il '63, rimasto in questa forma inedito fino a oggi, e che poi sarebbe stato spezzato e riadattato per entrare nella seconda edizione de Il piatto piange, nel 1964 («l'episodio della Ines»), e come descrizione del viaggio del protagonista a Venezia nel secondo capitolo del romanzo Vedrò Singapore? del 1981. Come dice Roncoroni, depositario del Verbo e delle carte di Chiara: «Un racconto di straordinaria bellezza narrativa, che oltre tutto fa da cerniera tra due momenti fondamentali della sua attività letteraria: il romanzo d'esordio e quello della maturità». E per finire, a margine della proclamazione, domani, del vincitore del Premio Chiara (se la giocano Sandro Bonvissuto, Mauro Corona e Marco Vichi), oggi a Varese e Luino è in programma la seconda giornata del convegno dal titolo Il «mago del lago». Cioè lui.