L'India compra da Sotheby's le lettere di Gandhi al suo presunto amante

Il governo di New Delhi si è aggiudicato in un'asta di Sotheby's il carteggio tra Gandhi e il suo presunto amante tedesco. Gli indiani hanno sborsato più di 800mila euro per accaparrarsi le lettere imbarazzanti

Una vicenda considerata imbarazzante, riguarda addirittura il padre della Patria, e risolta a colpi di denaro e diplomazia. Con una lunga trattativa riservata, a poche ore dalla messa all’asta, l’India si è aggiudicata un carteggio che scotta. Quello tra il Mahatma Gandhi (1869-1948) e un architetto tedesco, Hermann Kallenbach dove emergerebbero le tendenze omosessuali della «Grande Anima».

 

L’archivio, composto da fotografie, lettere e qualche oggetto personale, è stato comprato per 60 milioni di rupie (oltre 800 mila euro) da New Delhi che lo ha così sottratto al martelletto di Sotheby’s. La casa d’aste londinese ha infatti annunciato la sospensione della vendita in seguito all’accordo raggiunto con gli eredi di Hermann Kallenbach, prestante intellettuale (praticava ogni tipo di sport) di origine ebraica con cui Gandhi ha avuto, per anni, un appassionato scambio di missive. Confermando la notizia, il ministro della Cultura Kumari Selja ha detto che «il materiale sarà conservato negli Archivi Nazionali dell’India». Insomma come ovvio ufficialmente non si parla di imbarazzo, però… Le lettere inedite si riferiscono alla vita privata e attività pubblica del Mahatma dal 1905, quando conobbe Kallenback nei suoi viaggi sudafricani (il tedesco era emigrato lì nel 1896), fino al 1945 poco prima dell’indipendenza dal dominio coloniale britannico. Non è noto esattamente il contenuto delle lettere. Ma alcune potrebbero essere dello stesso tenore, se non addirittura le medesime, di quelle pubblicate lo scorso anno dal giornalista americano Joseph Lelyveld, ex reporter del  New York Times e Premio Pulitzer nella biografia Great Soul: “Mahatma Gandhi and his struggles with India”. Biografia che aveva creato un grande clamore sulla stampa e sulle televisioni indiane (ne avevamo parlato anche in queste pagine). In particolare, Lelyveld citava una lettera in cui traspare una forte passione e anche un rapporto fisico tra i due. «Ormai possiedi completamente il mio corpo...è una schiavitù mista a vendetta», scrive il Mahatma che, una volta tornato in India, confidò all’amico di avere il suo ritratto nella camera da letto. Non è la prima volta che il governo indiano per evitare polemiche interviene con una sorta di “censura” per evitare la diffusione di materiale considerato imbarazzante. Peccato Gandhi probabilmente non avrebbe approvato, in fondo ha detto: “La verità non danneggia mai una causa giusta”. E neanche un uomo giusto.