Lucani, guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù

Una brillante "guida" firmata da Angela Langone. Imperdibile dopo la nomina di Matera a capitale della cultura europea

Scriveva il poeta Sinisgalli: «Lucano si nasce e si resta». Che, letta così, sembra una condanna. Ma è invece una benedizione. E per trovarne riprova basta leggere «Lucani, guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù (Edizioni Sonda), libretto che sta alla letteratura come l'Amaro Lucano sta ai liquori. Come dire: al top del gradimento, o quasi. A scrivere questa sorta di vademecum del perfetto «basilisco» (gli abitanti della Basilicata - in amicizia - potrebbero essere chiamati anche così, ma non spargete troppo la voce...) non poteva essere che una nostalgica si possono essere che Angela Langone, un po' forestiera (è nata a Limbiate, vicino Milano) e un po' indigena (i suoi genitori sono appunto lucani). Un mix etnico-antropologico che ha partorito 139 pagine di autentico piacere, assimilabile al gusto di divorare un bel piatto di «strascinati» (la pasta fatta in casa orgoglio dell'unica regione italiana dal doppio nome: Lucania e Basilicata). Profeticamente sulla copertina di questa guida in un luogo «non comune» del Sud, c'è Matera, neonominata dalla Ue Capitale della Cultura per il 2019. Il popolo dei «lucanobasilischi» ha ora davanti a sé 4 anni di duro lavoro per dimostrare che è stata una scelta giusta. E, tra una un impegno e l'altro, nulla di meglio che rilassarsi, leggendo l'amabile volumetto in questione. Cosa vuoi di più dalla vita? Un lucano. Anzi (gusto personale), meglio una lucana... Magari che si chiama Angela Langone.