A Lugano i ritratti della natura di Melik Ohanian

Nella galleria Dip Contemporary Art, l'artista francese Leone d'oro a venezia presenta nove gigantografie che indagano il rapporto tra spazio e tempo


I grandi artisti contemporanei sono coloro che riescono a completare la rara alchimia di fondere concetto e poesia, valore estetico e indagine sullo spazio inteso come fisico e mentale. Il cerchio si chiude felicemente nell’opera del francese Melik Ohanian, vincitore nel 2015 del Prix Marcel Duchamp e del Leone d’oro per miglior partecipazione nazionale (mostra collettiva) alla 56sima Biennale di Venezia.

Uno spaccato importante della sua poetica è ancora in questi giorni in mostra negli spazi di Dip Contemporary Art di Lugano, giovane e brillante galleria fondata da Michela Negrini. In mostra è una serie di ingrandimenti fotografici in cui l’artista indaga con la lente dello speleologo le mutazioni di stato, da solido a liquido, del Cesio 33, metallo radioattivo impiegato dagli anni Sessanta usato a partire per stabilire la durata del secondo universale negli orologi atomici.

L’impatto visivo delle nove stampe è elegante e al contempo emozionante, un viaggio nel micro e macroscopico della Natura che sa rivelarsi affascinante anche quando inquieta. Praticamente impossibile sarebbe ad un occhio inconsapevole la decifrazione di immagini che paiono tratte dal vocabolario della scienza ma catturano lo sguardo nello splendore magmatico immortalato dal teleobiettivo dell’artista.

Di fatto, quello di Ohanian è un viaggio nella misurazione del tempo e dello spazio, nella poetica velleità di ritrarre, immortalandoli, i microprocessi di tutto ciò che in natura nè si crea nè si distrugge ma, appunto, si trasforma. La mostra personale intitolata personale «Portrait of Duration» ha inaugurato la stagione espositiva di Dip Contemporary Art che si annuncia di grande interesse per la strategia di voler approfondire e promuovere, anche attraverso incontri e focus, le nuove poetiche dell’arte contemporanea. Gli spazi della galleria di Michela Negrini si apriranno ai più interessanti artisti internazionali provenienti dai cinque continenti, aprendo una riflessione (oggi quanto mai necessaria) sui rapporti tra le nuove poetiche artistiche e i temi scottanti della società contemporanea. In questo progetto, che vedrà nel 2017 anche forti testimonianze di artisti orientali, sono previste collaborazioni con università e istituzioni internazionali che sostengono l’arte d’oggi.