Il Maxxi chiama il Museo di Cracovia. Gli artisti polacchi sbarcano a Roma

Nei prossimi giorni una parte della ricca collezione del Mocak sarà esposta in Italia. Per la prima volta sarà visibile il meglio della produzione artistica della Polonia

L’arte che non ti aspetti approderà direttamente da Cracovia nei prossimi giorni nelle sale del Museo MAXXi di Roma. Sarà solo una parte della ricca ed interessante collezione del museo MOCAK, un immenso centro dedicato alle arti contemporanee creato nel 2011 nell’ex fabbrica di Oscar Schindler in uno dei quartieri post-industriali del capoluogo polacco.

L’edificio, disegnato dallo studio di architettura Claudio Nardi di Firenze e nato a fianco del Museo Schindler dedicato all’olocausto, è divenuto il punto di riferimento per l’arte contemporanea globale nella città di Karol Wojtyla, ma è soprattutto una stella polare per gli artisti d’oggi nati in Polonia.

In soli cinque anni, sono state oltre un centinaio le mostre organizzate nel museo che deve le sue fortune all’ex gallerista Maria Anna Potocka, fondatrice e direttore del Mocak. Un impegno che, oltre all’intensa attività espositiva, ha dato vita ad un’interessantissima collezione ben allestita nelle grandi sale del museo, e che conta 4.557 opere di 235 artisti provenienti da 32 Paesi di tutto il mondo. L’arte che non ti aspetti, si diceva.

E infatti L’arte differente è il titolo della mostra che inaugurerà mercoledì 7 dicembre al MAXXI di Roma. Nel museo di Zaha Adid, oggi diretto da Bartolomeo Pietromarchi, sarà allestito un nucleo di 60 opere tra dipinti, fotografie, video, installazioni nella prima mostra italiana dedicata alla collezione del MOCAK. Si tratta di un’opportunità preziosa per il pubblico italiano di conoscere alcune tra le più interessanti figure del mondo artistico polacco, come Krzysztof M. Bednarski, Paweł Althamer, Rafał Bujnowski, Andrzej Dłużniewski, Edward Dwurnik, Tomasz Ciecierski, Katarzyna Górna, Zbigniew Libera, Marcin Maciejowski, Bartek Materka, Józef Robakowski, Wilhelm Sasnal, Jadwiga Sawicka e Krzysztof Wodiczko.

Con il direttore Maria Anna Potocka e l'artista Krysztof M. Bednarski

È in assoluto la prima volta che la collezione del Mocak tocca il suolo italiano; anche se uno degli artisti, Krzysztof M. Bednarski, vive da molti anni a Roma dove ha messo a punto alcune delle sue note installazioni. Si tratta di artisti di indubbio valore che fondono con personalità le poetiche contemporanee al genius loci di un Paese, la Polonia, ricco di cultura e storia. E ferite profonde.

Vale dunque davvero la pena conoscere a fondo questo immenso patrimonio che i critici e gli artisti contemporanei oggi valorizzano con le loro opere. Inaspettatamente ricco anche il programma espositivo del Mocak che in questo periodo ha in corso almeno due mostre di livello internazionale. La prima è dedicata all’artista svizzero Daniel Spoerri, una delle figure di spicco dei movimenti Fluxus e Nouveau Realisme negli anni Sessanta. Le ampie sale del Museo espongono una ricca carrellata dei suoi più celebri «Fallenbildern», i quadri-trappola realizzati a partire dagli anni '60 fino al nuovo millennio.

La seconda è una grande antologica di Jaroslaw Kozlowski, uno dei più importanti artisti concettuali polacchi. Ma chi avesse la fortuna di visitare una città incantevole come Cracovia e il suo Mocak, non può perdere una visita a La Cricoteka, l’avveniristico Centro dedicato alla Documentazione dell’Arte di Tadeusz Kantor, pittore, scenografo e regista teatrale polacco, tra i maggiori teorici del teatro del Novecento. Pressocchè imperdibile, per gli appassionati d’arte e di teatro, la mostra in corso dedicata al rapporto con Oskar Schlemmer, il coreografo-scenografo legato al Bauhaus e che fu un punto di riferimento importante per l’opera di Kantor.