«La mia mostra è dedicata ai giovani d'oggi»

Le irte pagode di Pechino, e le dorate piramidi sul Nilo. Il malinconico bosco cecoviano delle Tre sorelle , la plaza de toros della Carmen . È davvero un mondo intero di suggestioni teatrali fra le più ricche quello che - grazie a 70 bozzetti originali, e a decine di costumi e gioielli di scena - da oggi fino al 18 ottobre illustrerà la mostra Zeffirelli: l'Arte dello Spettacolo , nella rinascimentale Villa d'Este a Tivoli.

Maestro Zeffirelli: la direttrice del polo museale che accoglie la mostra l'ha definita l'anello di congiunzione tra il Rinascimento e il made in Italy.

«Il Rinascimento è la mia essenza vitale; me ne nutro da quand'ero in fasce. E ne ho ereditato una sua caratteristica precisa: quel gusto (molto made in Italy, effettivamente) di fare arte in una “bottega”. Lavorando cioè in stretta comunanza tra vecchi che insegnano ai giovani. Come Luchino Visconti fece con me».

A chi pensa che questa mostra sia soprattutto destinata?

«Ai giovani. o mi rispecchio molto nei giovani d'oggi. Loro possono ancora continuare a sognare».

A che punto è la Fondazione Zeffirelli, di cui si parla da anni?

«Sembrerebbe tutto pronto. Scelta la sede - l'ex Tribunale di Firenze - non rimangono che i dettagli legali. Che dovrebbero essere definiti fra poche settimane. Aspetti... mi faccia incrociare le dita».

Eppure non sono lontani i tempi in cui alcuni critici definivano le sue scenografie troppo belle e distraenti.

«Anche oggi, fra i giornalisti che mi hanno intervistato, ne ho visto qualcuno che avrei mandato a farsi benedire. Cosa vuole: s'impara ad essere indulgenti».

Maestro: oggi, a 92 anni, come definirebbe la sua vita?

«Molto fortunata. Dio mi ha fatto nascere nella terra della Bellezza; mi ha concesso di realizzare quasi tutti i miei sogni. La vita è bella se al momento di lasciarla puoi dire: ho fatto del mio meglio. Io credo di esserci riuscito».