MiArt, Vincenzo De Bellisnuovo direttore artistico:"Così trasformo la fiera"

A partire dalla prossima edizione, il MiArt sarà attivo durante tutto l’anno. L'obiettivo di De Bellis: "Vorrei che diventasse un collettore di ambiti, strutture ed esperienze variegate"

Il MiArt ha un nuovo direttore artistico: il curatore Vincenzo De Bellis. Con la prossima edizione del salone dell’arte, che si terrà a Fieramilanocity dal 5 al 7 aprile del 2013, De Bellis inizierà un percorso per portare il MiArt ad essere attivo durante tutto l’anno e non solo nei tre giorni in cui avviene l’evento fieristico che si configurerà solo come una delle sue possibili declinazioni.

Una vera rivoluzione per l'arte contemporanea. "La struttura principale della fiera - preannunciano gli organizzatori - continuerà a basarsi sulla compresenza di moderno e contemporaneo ma ci saranno anche alcuni cambiamenti organizzativi con alcune sezioni che saranno aggiunte, sostituite o modificate". Coerente con l’obiettivo di farne una fiera dinamica, capace di rigenerarsi ogni anno e seguire le evoluzioni continue del settoreartistico e del mercato, la Fiera di Milano ha decisodi investire in De Bellis che sarà affiancato da una squadra di professionisti internazionali. Un progetto ambizioso, in un’ottica di lungo periodo, per rappresentare un punto di riferimento dell’arte moderna e contemporanea in Italia e un appuntamento di rilievo anche per gallerie ecollezionisti internazionali.

Con la nomina di De Bellis, il MiArt prosegue nel proprio progetto di affermazione qualitativa e di apertura internazionale attraverso una nuova fase di ricerca e un'analisi dei nuovi mercati e dei nuovi collezionisti che sempre di più si avvicinano al settore. In uno scenario molto competitivo dove le professionalità chiamate in campo devono operare scelte ponderate e mirateal coinvolgimento delle eccellenze artistiche nella loro globalità e nellediverse competenze, il MiArt ha affidato la formulazione del nuovo programma al co-fondatore e co-direttore di Peep-Hole. "Una scelta - spiegano - dettata dalla forza del progetto che vede il coinvolgimento dimolti 'attori' che vivono e alimentano quotidianamente il mondo dell’arte".

Da tempo, De Bellis si esprime come curatore nel tentativo di ridefinire il senso dell’istituzione d’arte. "Ho accettato un incarico così importante nell’ottica di un'ulteriore sperimentazione dellepossibilità di strategie istituzionali alternative a quelle consuete - spiega De Bellis - in un momento come quello attuale in cui il ruolo tradizionale delle istituzioni è in crisi, penso che le fiere d’arte siano dei modelli flessibili capaci di adeguarsi e cogliere la complessità del sistema con grande sintesi eincisività". L’obiettivo di de Bellis è appunto quello di iniziare un percorso che porti il MiArt ad essere attivo durante tutto l’anno: "Vorrei che MiArt diventasse un collettore di ambiti, strutture ed esperienze variegate, in grado diconnettere le specificità del tessuto culturale ed economico di Milano da unlato, di fungere da catalizzatore delle più importanti realtàinternazionali dall’altro". Una sfida che può essere tentata solo attraverso un lavoro collettivo. Proprio per questo si sta costruendo un team composto da grandi professionisti italiani e internazionali.