Miss Italia è la barzelletta dell'anno

I l ritorno del Grande Fratello? Il debutto di Jovanotti? La terza edizione di MasterChef? L'addio di Crozza a La7? La pioggia di talk politici? Macché, chi se ne importa, che saranno mai in confronto all'unico, vero tema che da mesi tiene banco nel dibattito televisivo: Miss Italia. E, certo, che volete, del resto siamo italiani: o ci dividiamo e litighiamo su Berlusconi oppure sulle curve delle donne. Insomma, il concorso di bellezza nazionale, che di suo stava andando lentamente verso la morte per estrema barbosità (ore e ore di sfilata di ragazze in mini costumi, tanto che alla fine non distingui più le cosce di una rossa e di una bruna), ha ripreso di nuovo vigore grazie ai guelfi e ai ghibellini: chi lo marchia come simbolo della visione più retriva delle donne chi invece lo vede come un semplice e leggero show che non fa nulla di male all'immagine femminile. Tema ancestrale, infinito, fecondo di discussioni secolari, che è riesploso dopo la decisione della Rai di mettere al bando le finali in diretta e che ha trovato il suo apice dopo che si è sparsa la notizia che ora potrebbero approdare nientemeno che su La7, la tv dei duri e puri, degli anchorman che hanno fatto del video Il corpo delle donne della Zanardo il loro manifesto. Insomma, basta dare un'occhiata alla marea (migliaia) di commenti, like e condivisioni che ha generato su Facebook la presa di posizione di Enrico Mentana contro lo sbarco del concorso sulla rete che ha contribuito a rilanciare e da poco acquistata da Urbano Cairo. L'altro giorno aveva postato: «Miss Italia su La7? Anche no. L'identità di rete è una cosa seria». Apriti cielo, via al dibattito. «Ipocrita moralista», dice uno. «Bravo, hai ragione, vai avanti così», ribatte l'altro. «E allora fate sfilare le donne col burqa», scherza un altro. «Dopo che è arrivato Paragone, ti preoccupi di Miss Italia?», sferza qualcun altro. E, lui, sempre su Facebook, oltre che sui quotidiani, deve intervenire nuovamente: «Snob, moralista, talebano, emulo della Boldrini - scrive il direttore del TgLa7 - per aver semplicemente detto quel che è ovvio per tutti, che Miss Italia su La7 non c'entra nulla. Si noti che la manifestazione è stata rifiutata dopo trent'anni dalla Rai e tutti zitti ossequiosi e deferenti: poi è stata rifiutata anche da Mediaset... Chiedetelo a Gubitosi e a Piersilvio, eroi della libertà d'agosto, perché hanno detto no a Miss Italia...» Insomma, botte da orbi. C'è addirittura chi fa notare che il «caro Chicco» lancia strali contro il concorso ma di miss se ne è sposata una: Michela Rocco di Torrepadula, incoronata reginetta del 1987. E chissà cosa accadrà se veramente il neo patron Cairo (le trattative sono in corso) deciderà di mandare in onda a fine settembre le belle curve delle ragazze mute: i sostenitori del fronte pro-concorso andranno a chiudere Mentana nel suo camerino? E dire che, a Raiuno, non hanno fatto tanto i conti con l'etica o il moralismo: certo la presidente Anna Maria Tarantola aveva dato il via alla questione dicendo che programmi di quel tipo non rientrano più nel concetto di servizio pubblico, ma poi aveva pesato anche la diminuzione degli ascolti a fronte degli alti costi. L'abolizione del concorso dal palinsesto di Raiuno aveva avuto l'approvazione con battimani del presidente della Camera Laura Boldrini. Mentre aveva suscitato reazioni indignate di alcuni parlamentari, pure del Pd. Addirittura era intervenuto Fiorello in sua difesa: «Ci sono in tv cose ben più vergognose», aveva fatto notare. Incredibile poi la reazione del patron del concorso Patrizia Mirigliani, che ne ha seguito le vicende fin da quando era in fasce accanto al padre fondatore Enzo: «Noto finalmente - aveva detto - che la Rai prende coscienza che Miss Italia è un format desueto. Da anni invano avevo chiesto alla dirigenza dell'azienda la rivisitazione del format più legato ai tempi...» Ma che cosa ti puoi inventare per rendere più «colta» una sfilata di ragazze giovanissime e senza talenti se non le belle gambe? Mah... intanto la Mirigliani, dopo la chiusura delle porte da parte della Rai, ha fatto il giro delle sette chiese per trovare una tv che ospitasse il concorso: prima a Mediaset, dove hanno risposto picche. Poi a La7: magari immaginava che nella tv più avanzata dell'etere italiano si possa inventare un format moderno: si potrebbe chiedere aiuto agli autori di Santoro, o meglio della Gruber...